Legambiente Bologna

Domande ai candidati alle amministrative 2014 in provincia di bologna: le risposte del candidato sindaco di San Pietro in Casale Renato Rizz

1. Consumo di suolo

Il suolo naturale svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza. In Emilia Romagna abbiamo convertito suolo naturale al ritmo di 8 ettari al giorno per 40 anni, in gran parte ricoprendo suolo verde con superfici impermeabili che ne impediscono le funzioni naturali.

Lei come si pone rispetto alle proposte di:

  1. rivedere e ridurre le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale del Suo Comune.
  2. adottare, in allegato al Piano Strutturale un documento, come richiesto dall’arti.2 della L.R. 20/2000 che recita: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” e che è disatteso in quasi tutti gli strumenti urbanistici vigenti e ne pregiudica la legittimità.
  3. verificare tutte le previsioni dei Piani Operativi Comunali a quanto prescritto dal suddetto Art. 2 della L.R. 20/2000.
  4. non autorizzare nuove costruzioni o infrastrutture su suolo verde se prima non sono state scartate, per valide ragioni, le alternative di riutilizzo / riqualificazione di superfici costruite o infrastrutture, che il suo Comune si impegna a censire. 

La nostra lista nasce anche per contrastare in modo forte il consumo del territorio. Proprio il primo punto del capitolo dell’urbanistica recita così: ZERO utilizzo di nuovo territorio per qualsiasi costruzione.

Questa è la condizione essenziale per cominciare a considerare il territorio e l’ambiente come un bene finito che deve essere protetto. Il nostro territorio è fragile, è sfruttato in modo innaturale ed è soggetto ad interessi di tipo speculativo. Questo comporta un consumo che genera disordine, pericolo e inquinamento a danno dei cittadini, delle attività economiche e delle iniziative sociali.

Noi vogliamo un NUOVO e DIVERSO PSC, un NUOVO e DIVERSO RUE che abbia come obiettivo principale la RIQUALIFICAZIONE. Non solo degli edifici abbandonati, ma anche delle case d’abitazione, dei capannoni non utilizzati, eccetera.

Una riqualificazione del centro urbano con l’attenzione che si deve a tutti gli aspetti della sostenibilità: adeguamento energetico e funzionale, risparmio nei consumi elettrici ed idrici, eccetera.

Crediamo che la riqualificazione sia anche la corretta risposta alla crisi del settore in quanto può e deve essere volano per il rilancio dell’edilizia e delle attività connesse.

Ci poniamo un obiettivo: creare le condizione per lo SVILUPPO. Vogliamo creare un ambiente mirato alla GREEN ECONOMY con parchi e cinture verdi, che possa autonomamente produrre lavoro e che possa attirare investimenti. Investimenti equivale a OCCUPAZIONE, occupazione è sinonimo di LAVORO. Sostenere la Green Economy e il progetto che abbiamo definito Metrobosco, significa creare lavoro.

Ecco perché per noi parlare solo di stop al consumo di territorio è riduttivo, ma riteniamo che ogni proposta, ogni azione volta a bloccare l’utilizzo di nuovo territorio sia strumento indispensabile per una corretta gestione del territorio, non solo del nostro Comune ma del territorio in generale.

2. Mobilità

La grande maggioranza degli spostamenti in Provincia è effettuata utilizzando l'auto, con conseguente traffico ed inquinamento che per circa un terzo è imputabile al settore dei trasporti su gomma. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. pianificare la costruzione di nuove abitazioni solo in prossimità delle fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) o ben servite dal trasporto pubblico locale
  2. evitare la proliferazione di nuclei abitati nel territorio in zone prive di servizi, che costringono i residenti a continui spostamenti in automobile e i Comuni a più costose forniture di servizi essenziali.
  3. (se pertinente alla sua realtà) non autorizzare la costruzione del Passante Autostradale Nord sul territorio del Suo Comune. 

Anche in questo caso il nostro programma vuole dare una risposta reale dando centralità totale alla ferrovia e in special modo al SFM, di cui San Pietro in Casale è l’ultima fermata sulla linea Bologna-Ferrara. Intendiamo sostenere la completa attuazione del servizio in quanto crediamo che l’utilizzo della ferrovia, dei mezzi pubblici nella loro totalità sia la risposta ai problemi di questi ultimi anni di mobilità. Siamo assolutamente contrari al Passante Autostradale Nord come siamo contrari al raddoppio della SP5 “Galliera”. Investire in nuove strade oltre a modificare l’aspetto morfologico del territorio rendendolo sempre più fragile, non significa dare una soluzione ma solo spostare più avanti nel tempo i problemi di adesso. Come ora risulta piena la provinciale, così domani ne risulteranno piene due.

Sicuramente nel rispetto di quanto indicato nel punto del consumo del territorio, crediamo comunque che sia giusto avere centri abitati il più vicino possibile alle fermate del SFM o alle linee di trasporto pubblico. Questo non vuol dire svuotare i centri privi di linee ma bensì collegare con servizi pubblici la totalità dei centri urbani.

3. Acqua

L'acqua è una risorsa essenziale cui stiamo attingendo oltre le nostre possibilità come dimostra il deficit idrico che si registra ogni anno nelle falde acquifere in Provincia. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. non consentire in nessun caso l'edificazione in zone di ricarica della falda
  2. sensibilizzare i suoi concittadini con concrete campagne di comunicazioni sulla necessità di un uso razionale e parsimonioso delle risorsa.

L’Acqua è un Bene Comune, dobbiamo ripensare ai modelli di gestione della risorsa acqua.

Anche in questo caso torniamo alla risposta iniziale, dicendo no al consumo del territorio, viene di conseguenza che intendiamo salvaguardare le zone di ricarica delle falde.

Vogliamo ripensare i contesti edilizi mettendo al centro l’efficienza nell’uso delle risorse idriche.

Vanno fatte campagne d’informazione e di sensibilizzazione verso la cittadinanza per aiutarla ad un uso corretto dell’acqua. Ad esempio è una follia che un terzo dell’acqua potabile sia utilizzato per gli scarichi dei bagni.

Ma va approfondito anche il tema della qualità dell'acqua ponendo attenzione alle condizioni dei corsi d'acqua che attraversano il territorio – nel caso del mio Comune: Navile, Canale Riolo - che negli ultimi anni hanno registrato, soprattutto in determinati e ripetuti periodi dell'anno, fenomeni preoccupanti di moria di pesci. E’ urgente sia un monitoraggio continuo della qualità dell’acqua da parte degli organi competenti che un impegno vero e concreto di tutte le Amministrazioni, a monte e a valle dei corsi d’acqua, per trovare le dovute e definitive soluzioni al problema.

4. Rifiuti

Nella nostra Provincia i livelli complessivi di raccolta differenziata, pur con situazioni di eccellenza, non si possono ancora considerare adeguati rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge.

Quali impegni si sente di assumere rispetto a:

  1. puntare in tempi certi all'obiettivo legale minimo del 65% di raccolta differenziata 
  2. organizzazione di controlli rigorosi contro eventuali abusi nello smaltimento dei rifiuti da parte di privati ed operatori economici nel Suo Comune.

Il nostro Comune, San Pietro in Casale, ha intrapreso la modalità della raccolta rifiuti mediante il Porta a Porta. Sicuramente l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata può e deve essere raggiunto, ma noi ci poniamo un risultato ben più ambizioso: ZERO RIFIUTI.

Per molti può essere considerata Utopia, per noi no. Il Comune deve intraprendere e sostenere le iniziative per l’obiettivo ZERO RIFIUTI, sostenere il RI-USO e la RIPARAZIONE, raccogliere i beni che le persone, le famiglie o le ditte non vogliono più e ridar loro vita attraverso un semplice processo di raccolta, di riparazione e di vendita. Doniamo quello che non serve più per una buona causa. Mettiamo on-line quello che non serve più ma che ha ancora una funzionalità, sul sito del comune o in qualche altro sito locale con questi obiettivi. Organizziamo quello che nei paesi anglosassoni è ben noto da sempre: un certo giorno della settimana o del mese o del trimestre, si possono mettere in strada gli oggetti voluminosi che si vogliono smaltire. Chi è interessato può caricare quello che serve e portarselo a casa. Alla fine della giornata il mezzo di raccolta passa e porta allo smaltimento tutto quello che è rimasto.

Al termine di tutto questo: controllo e punizione degli abusi. Dobbiamo far pagare chi non aiuta la conservazione dell’ambiente. Perciò, nel pieno rispetto della legge, vanno sicuramente effettuati controlli sulle attività commerciali ma specialmente sui privati in quanto i primi nella quasi totalità dei casi risultano già controllati mentre per i secondi purtroppo capita di vedere comportamenti scorretti e illegali che però sono di difficile accertamento.

5. Energia

Diversi comuni stanno assumendo precisi impegni nell’ambito dei PAES per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso il risparmio energetico e l’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Quali impegni si sente di assumere in rapporto:

  1. alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Suo Comune 
  2. incentivare la diffusione delle fonti rinnovabili, previa una costante e attenta valutazione dell’impatto degli impianti 
  3. agevolare gli interventi dell’imprenditoria locale per intervenire sulla riqualificazione degli edifici privati.
  4. a prendere posizione contro la costruzione da parte di Hera della centrale elettrica a carbone di Saline Ioniche, che dovrebbe alimentare la nostra Regione, a scapito della qualità ambientale e della vita di una lontana area del territorio nazionale.

Ancora più attenzione nel prossimo mandato va dato al Risparmio Energetico attraverso l'utilizzo delle fonti rinnovabili. Pur con machiavellici progetti misti privato/pubblico il Comune di San Pietro in Casale si è dotato di numerosi impianti fotovoltaici utilizzando i tetti della quasi totalità del proprio patrimonio edilizio, dobbiamo però evidenziare negativamente l’abbattimento di decine e decine di alberi per dare piena funzionalità a una parte degli impianti. Sicuramente è necessario completare nel più breve tempo possibile tali investimenti continuando anche la sostituzione di tutta l’illuminazione pubblica con utilizzo di lampade a LED. Crediamo che le esperienze della Comunità Solare Locale che stanno vivendo alcuni Comuni della Provincia, debba essere presa assolutamente in considerazione.

Nel nostro territorio abbiamo però una grossa criticità: le Centrali a Biomasse. 

Seppur considerate Energie Rinnovabili dalle attuali normative, noi ne contestiamo il proliferare indiscriminato, dovuto più a fini speculativi che energetici.

Nel nostro Comune sono state autorizzate quattro Centrali, nessun’altra deve essere autorizzata, né direttamente dall’Amministrazione Comunale né da altri Enti preposti. Non possiamo renderci complici di una devastazione ambientale del territorio con tutti i problemi causati principalmente dalle emissioni nauseabonde, dall’inquinamento nelle emissioni e di sicurezza stradale dovuti al’aumento del traffico pensante.

Così come siamo contrari alle centrali biomasse, così siamo contrari alla centrale a carbone di Saline Joniche. Pur avendo una partecipazione azionaria in HERA, molto ridotta, il mio Comune dovrà prendere una posizione forte e decisa contro la costruzione di tale centrale.

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Tavola rotonda "Vado al... minimo"

Giovedì 15 maggio, ore 18.30
Sala studio di via Petroni 13/b, Bologna

Legambiente Bologna, assieme a Bologna Pedonale, Il giardino del Guasto, L'Altra Babele e Y.A.P Youth Action for Peace Italia vi invitano alla

Tavola rotonda "Vado al... minimo", l'estensione e la qualificazione delle zone 30 per una città più vivibile

Intervenono:

  • Matteo Dondè, Architetto urbanista
  • Alberto Fiorillo, Responsabile Aree Urbane di Legambiente
  • Andrea Colombo, Assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Bologna

Modera: Paola Forte, Bologna Pedonale

Con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna


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Consumo di territorio, Passante Nord, Infrastrutture

Martedì 13 maggio 2014 ore 20,45 – 23,30
Centro Civico di Funo, P.zza della Resistenza n.1 (vicino stazione SFM ), Funo

Il comitato di cittadini che propone l'alternativa al Passante Nord e Legambiente Bologna invitano cittadini, amministratori pubblici,  associazioni produttive e associazioni ambientaliste alla assemblea pubblica:

Consumo di territorio, Passante Nord, Infrastrutture: perché questi temi, centrali e prioritari, non trovano in questi giorni un approfondimento adeguato?

Interventi

  • Gianni Galli, Presidente del Comitato: Apertura dei lavori - ore 20,45-21,00
  • Fulvio Lelli,  Direttivo Legambiente Bologna: Consumo di Suolo in Provincia di Bologna  e prospettive future - ore 21,00–21,20
  • Gianni Galli, presidente del Comitato: Passante Nord in campagna elettorale, facciamo il punto, ore 21,20-21,45
  • Andrea Tolomelli, Sindaco di Argelato: Riflessioni, prospettive ed impegni su questi temi di enorme rilevanza ed impatto per il futuro - ore 21,45-22,10

Apertura del dibattito, interventi del pubblico (Tempo massimo per intervento 6 minuti) - Ore 22,10- 23,15

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Hera esca dal carbone a Saline Joniche

questo link si può leggere il comunicato-invito sulla manifestazione-incontro organizzata da diverse associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente) che si svolgerà il 5 aprile dalle 9.30 nella sede della Provincia contro le politiche energetiche di Hera riguardanti in particolare l'utilizzo delle centrali a carbone.

Come Legambiente Bologna saremo presenti.

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Rifiuti urbani e laboratorio sui forni solari, torna "Stare insieme fa bene all'ambiente"

Il nostro ciclo di incontri "Stare bene insieme fa bene all'ambiente" prosegue con due iniziative dedicate ai temi del recupero e del riutilizzo di risorse e materiali, quindi pienamente nel nostro campo d'intervento.

Conduttori delle serate, previste per il 4 e 14 aprile, saranno i nostri amici dell'associazione Tambaba,con la quale abbiamo già allacciato ottimi rapporti di collaborazione in passato.  Le serate avranno anche carattere di laboratorio. Leggete attentamente il volantino allegato e vediamo di essere in un buon numero.

Scarica il volantino

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I giardini di Bologna: dalle azioni quotidiane alla quotidianità della gestione

Legambiente e GEV Bologna, da tempo impegnate sul versante dell’educazione ambientale, della pulizia e della cura di aree, hanno dato vita ad un progetto per favorire forme di cittadinanza attiva in grado di concorrere alla salvaguardia e alla valorizzazione di beni comuni e di portare alla crescita di comportamenti virtuosi come praticare una corretta raccolta differenziata.

Il progetto riguarda due giardini pubblici della città e chi abita vicino:

  • Il giardino Salvatore Pincherle in Via delle Casse
  • Il giardino Cimabue tra le vie Cimabue, Baracca e Bainsizza

Lo scopo è stimolare l'adozione da parte dei cittadini di queste aree, in modo da renderle quanto più possibile pulite, decorose e meglio fruibili. 

L’obiettivo è quindi quello di attivare azioni di monitoraggio, cura e responsabilità verso questi giardini che vedano impegnate anzitutto le persone che abitano nelle vicinanze, primi potenziali fruitori delle aree verdi. 

Il progetto intende promuovere, in collaborazione con i residenti di qualunque età, momenti di confronto, azioni per la pulizia della superficie a verde, della superficie calpestabile e per la manutenzione degli arredi.

Il progetto prevede una serie di incontri che saranno anche l’occasione per informarsi sui rifiuti e su come separarli correttamente, anche in relazione all'avvio della raccolta porta a porta nel centro storico, per contribuire alla crescita dei livelli di raccolta differenziata nella nostra città,  ancora troppo bassi.

Scarica il depliant del percorso relativo al giardino Pincherle

Scarica il depliant del percorso relativo al giardino Cimabue

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Pubblicato il “Libro bianco della mobilità pedonale a Bologna 2013”

Legambiente Bologna ha presentato oggi nel corso di una conferenza stampa la seconda edizione del Libro bianco dei pedoni a distanza di 4 anni dalla pubblicazione del 1° Dossier.

“L’idea di riproporlo – ha detto Claudio Dellucca, presidente del circolo -  è nata in occasione della Settimana europea sulla mobilità sostenibile, allo scopo di individuare quanto nella nostra città remi contro gli spostamenti pedonali, in un contesto che ha visto adottare da due anni a questa parte misure senz’altro molto apprezzabili, come quella dei T-days nel centro storico e l’estensione delle zone 30 ad alcuni ambiti di periferia”.

La novità della piccola ricerca sviluppata nel corso dell’autunno è consistita nel rapporto che si è tentato di attivare con i cittadini nelle vesti di pedoni, sollecitandoli a rendersi protagonisti di rilevamenti e segnalazioni.

“Pur riconoscendo un limite nella quantità delle segnalazioni – ha affermato Luca Maccaferri, curatore della pubblicazione - il tentativo attuato ha dato i suoi frutti: nel fascicolo sono infatti raccolte semplici ma eloquenti documentazioni di una serie rappresentativa di criticità per la circolazione dei pedoni a Bologna”.

Il repertorio è vario e propone situazioni anche simili per tipologia a quelle rilevate nella scorsa edizione, dai marciapiedi sconnessi agli attraversamenti pedonali poco visibili, dai percorsi “ad ostacoli” ai tratti del tutto promiscui con le biciclette: tanti diffusi punti deboli  sui quali Legambiente chiama l’amministrazione ad interventi più puntuali ed organici.

Nel libro abbiamo posto anche l’attenzione sulla zona S.Ruffillo, dove la carenza di percorsi connessi e protetti non consente a pedoni e ciclisti di disporre di valide alternative ai pericoli e al rumore di via Toscana.

“La soluzione di queste problematiche e la realizzazione di altre opere di sgravio al nodo di Rastignano – ha denunciato Callisto Valmori, motore di un’associazione con sede nei pressi del Molino Parisio –  sono purtroppo soggette ad annosi ritardi, nonostante le non ingenti previsioni di costo”.

Nel dossier si mettono pertanto a disposizione dati statistici, espositivi e fotografici con l’intento di contribuire a migliorare le condizioni di mobilità anzitutto pedonale per tutti i residenti e i frequentatori anche di passaggio nella nostra città.

Proprio per questo Legambiente Bologna si è battuta in questi anni, insieme ad altre associazioni, per una maggiore vivibilità degli spazi urbani, perché siano sempre più  sgravati dal traffico,  e quindi dai picchi di smog e di rumore, per la possibilità di compiere percorsi più sicuri, come quelli dei pedibus nei tragitti casa-scuola, per favorire spostamenti sulle due ruote non inquinanti, veramente competitivi  rispetto all’uso dei veicoli a motore, lungo tracciati riservati e tra loro collegati.

Legambiente chiede quindi all’amministrazione locale di perseguire con maggiore determinazione i passaggi previsti nel progetto Di nuovo in centro,  estendendo e qualificando le zone pedonalizzate e ad alta pedonalità,  di realizzare altre zone 30 in periferia, di migliorare e collegare tra loro i  percorsi ciclopedonali esistenti nella città.

Il libro bianco è scaricabile dalla sezione documenti di questo sito.

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UniBike – L’Università della Bicicletta

Sabato 9 marzo, ore 17

Ferdinando Conti – A.S.D. Bitone
accessori opzionali per l’uso urbano, dotazioni di legge, abbigliamento

Adriano Cavaliere – Bent@Bo
Le biciclette reclinate, Caratteristiche e diversi tipi

Ore 18 – Vieni a provare una reclinata! Ci vediamo in Piazza Maggiore, con le bici di Bent@Bo

Urban Center Bologna – Sala Borsa – Piazza del Nettuno, 3

 

Il programma dell'intero corso a questo link

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Legambiente Bologna

Passa una sera a Porta Galliera

Il nuovo ciclo di incontri di Stare insieme fa bene all'ambiente

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Legambiente Bologna

Lettera aperta alla futura amministrazione di Bologna per il 2011-2016

La nuova amministrazione di Bologna dovrà misurarsi, tra gli altri, con i problemi della corretta gestione del patrimonio storico, dell’ambiente e della salute, ai quali Italia Nostra, Legambiente e WWF, firmatarie di questa lettera aperta, attribuiscono un’importanza strategica per la crescita della Città.

La difesa del patrimonio storico comporta misure che, pur consentendo la modernizzazione dei servizi, non compromettano il fragile tessuto della città antica, nel suo virtuoso rapporto con la periferia e la collina circostanti. Ciò comporta innanzitutto un piano organico relativo alla mobilità pubblica e privata nel centro storico, già gravemente messo a rischio non solo nei suoi monumenti maggiori, ma anche nel tessuto vivo che lo costituisce e gli dà forma. L’auspicabile alleggerimento del traffico pesante, pubblico e privato, non potrà che partire da una revisione del percorso del Civis, attualmente previsto nelle strade a più alta concentrazione monumentale, e dunque più fragili, e da un progetto di pedonalizzazione delle aree più rappresentative di Bologna.

Ciò indurrà a ripensare in termini più confacenti alle reali necessità della mobilità pubblica l’intero sistema di trasporti, che attualmente insiste, congestionandole a dismisura, su alcune strade storiche. Il problema della mobilità privata non potrà essere risolto che confermando e potenziando i sistemi di sbarramento già in essere (Sirio), così da scoraggiare un uso del centro storico gravemente improprio.
In questo quadro andrà favorito altresì il ricorso a mezzi di trasporto alternativi, quali la bicicletta, allo stato attuale reso di fatto pericoloso e dunque poco praticabile. Si tratta di interventi che hanno costi irrisori rispetto ad altri interventi infrastrutturali, ma che potrebbero portare un gran beneficio in termini di riduzione di traffico e inquinamento. Da anni i ciclisti urbani chiedono alcuni semplici provvedimenti come l'interconnessione dei vari spezzoni di piste oggi presenti o l'installazione di dispositivi che facciano rispettare i limite dei 30 km/h ove previsto, ad esempio in tutto il centro storico, per permettere la coesistenza di bici e traffico motorizzato.
Un problema che ormai sta diventando irrimandabile è quello che riguarda la consegna delle merci, in particolare dentro la cerchia del Mille. Va strutturata e regolamentata con orari precisi e utilizzando mezzi elettrici.

Misure adeguate andranno adottate in relazione al decoro urbano; e in quest’ottica andranno accolte le indicazioni proposte dall’Ufficio Centro Storico che il Commissario Cancellieri ha meritoriamente riattivato.
In tema di rifiuti, un problema finora non affrontato in modo coerente, andrà opportunamente potenziata la raccolta differenziata, attivando la raccolta porta-a-porta, a partire dalle aree più idonee (anche quelle di maggiore concentrazione monumentale). Infatti è solo così che si potrà superare nel giro di un anno la soglia del 40% di materiali differenziati, per arrivare poi alle quote obiettivo necessarie per evitare il ricorso a nuove discariche e per ridurre i materiali da incenerire nel termovalorizzatore.
La città che si affaccia al terzo millennio non potrà che ripensare le fonti del proprio approvvigionamento energetico, anche per adempiere agli obbiettivi che l’appartenenza all’Europa ci pone.

Ai danni alla salute prodotti dall’inquinamento indotto dal traffico si assommano quelli dell’inquinamento acustico, un problema particolarmente avvertito in prossimità dell’Aeroporto Marconi in seguito all’aumento dei voli.
E’ fondamentale che la nuova amministrazione della città di Bologna tenga in massimo conto il fatto che essa va considerata quale Bene Comune e garantisca quindi innanzitutto gli Interessi Collettivi prima di quelli privati. Su questa via, lungi dal dare attuazione immediata ai piani di costruzione preesistenti deve come provvedimento immediato attuare una moratoria generalizzata sulle nuove urbanizzazioni, avviando al contempo uno stretto confronto con cittadini ed Associazioni che porti ad uno sviluppo armonico e sostenibile in sintonia con la città stessa ed il suo paesaggio.

A tal fine occorre cessare il malcostume delle “deroghe” ai piani regolatori che tanto utilizzo ha avuto fino ad oggi e che costantemente ha demolito la pianificazione esistente.
Occorre peraltro operare per il recupero delle periferie degradate e dare la priorità alla ristrutturazione dell’edilizia esistente e sovente lasciata “morire” privilegiando invece la costruzione del nuovo e quindi della speculazione parassitaria.
Irrinunciabile è un tavolo di confronto permanente, convocato con cadenza periodica, per verificare e valutare, insieme alla società civile ed alle Associazioni, lo stato di avanzamento del programma presentato dal Sindaco, le novità, le difficoltà e i problemi.

Confidiamo che una fase nuova possa nascere e che chi si appresta ad amministrare Bologna lo possa fare con serenità ed onestà, nella certezza dell’apporto positivo delle Associazioni scriventi e di tutti i Cittadini.


LEGAMBIENTE Bologna
Il presidente Claudio Dellucca

ITALIA NOSTRA Bologna
Il presidente Daniele Benati

WWF Bologna Metropolitana
Il presidente Franco Candi

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