Legambiente Bologna

Pubblicato il “Libro bianco della mobilità pedonale a Bologna 2013”

Legambiente Bologna ha presentato oggi nel corso di una conferenza stampa la seconda edizione del Libro bianco dei pedoni a distanza di 4 anni dalla pubblicazione del 1° Dossier.

“L’idea di riproporlo – ha detto Claudio Dellucca, presidente del circolo -  è nata in occasione della Settimana europea sulla mobilità sostenibile, allo scopo di individuare quanto nella nostra città remi contro gli spostamenti pedonali, in un contesto che ha visto adottare da due anni a questa parte misure senz’altro molto apprezzabili, come quella dei T-days nel centro storico e l’estensione delle zone 30 ad alcuni ambiti di periferia”.

La novità della piccola ricerca sviluppata nel corso dell’autunno è consistita nel rapporto che si è tentato di attivare con i cittadini nelle vesti di pedoni, sollecitandoli a rendersi protagonisti di rilevamenti e segnalazioni.

“Pur riconoscendo un limite nella quantità delle segnalazioni – ha affermato Luca Maccaferri, curatore della pubblicazione - il tentativo attuato ha dato i suoi frutti: nel fascicolo sono infatti raccolte semplici ma eloquenti documentazioni di una serie rappresentativa di criticità per la circolazione dei pedoni a Bologna”.

Il repertorio è vario e propone situazioni anche simili per tipologia a quelle rilevate nella scorsa edizione, dai marciapiedi sconnessi agli attraversamenti pedonali poco visibili, dai percorsi “ad ostacoli” ai tratti del tutto promiscui con le biciclette: tanti diffusi punti deboli  sui quali Legambiente chiama l’amministrazione ad interventi più puntuali ed organici.

Nel libro abbiamo posto anche l’attenzione sulla zona S.Ruffillo, dove la carenza di percorsi connessi e protetti non consente a pedoni e ciclisti di disporre di valide alternative ai pericoli e al rumore di via Toscana.

“La soluzione di queste problematiche e la realizzazione di altre opere di sgravio al nodo di Rastignano – ha denunciato Callisto Valmori, motore di un’associazione con sede nei pressi del Molino Parisio –  sono purtroppo soggette ad annosi ritardi, nonostante le non ingenti previsioni di costo”.

Nel dossier si mettono pertanto a disposizione dati statistici, espositivi e fotografici con l’intento di contribuire a migliorare le condizioni di mobilità anzitutto pedonale per tutti i residenti e i frequentatori anche di passaggio nella nostra città.

Proprio per questo Legambiente Bologna si è battuta in questi anni, insieme ad altre associazioni, per una maggiore vivibilità degli spazi urbani, perché siano sempre più  sgravati dal traffico,  e quindi dai picchi di smog e di rumore, per la possibilità di compiere percorsi più sicuri, come quelli dei pedibus nei tragitti casa-scuola, per favorire spostamenti sulle due ruote non inquinanti, veramente competitivi  rispetto all’uso dei veicoli a motore, lungo tracciati riservati e tra loro collegati.

Legambiente chiede quindi all’amministrazione locale di perseguire con maggiore determinazione i passaggi previsti nel progetto Di nuovo in centro,  estendendo e qualificando le zone pedonalizzate e ad alta pedonalità,  di realizzare altre zone 30 in periferia, di migliorare e collegare tra loro i  percorsi ciclopedonali esistenti nella città.

Il libro bianco è scaricabile dalla sezione documenti di questo sito.

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Legambiente Bologna

UniBike – L’Università della Bicicletta

Sabato 9 marzo, ore 17

Ferdinando Conti – A.S.D. Bitone
accessori opzionali per l’uso urbano, dotazioni di legge, abbigliamento

Adriano Cavaliere – Bent@Bo
Le biciclette reclinate, Caratteristiche e diversi tipi

Ore 18 – Vieni a provare una reclinata! Ci vediamo in Piazza Maggiore, con le bici di Bent@Bo

Urban Center Bologna – Sala Borsa – Piazza del Nettuno, 3

 

Il programma dell'intero corso a questo link

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Legambiente Bologna

Passa una sera a Porta Galliera

Il nuovo ciclo di incontri di Stare insieme fa bene all'ambiente

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Legambiente Bologna

Lettera aperta alla futura amministrazione di Bologna per il 2011-2016

La nuova amministrazione di Bologna dovrà misurarsi, tra gli altri, con i problemi della corretta gestione del patrimonio storico, dell’ambiente e della salute, ai quali Italia Nostra, Legambiente e WWF, firmatarie di questa lettera aperta, attribuiscono un’importanza strategica per la crescita della Città.

La difesa del patrimonio storico comporta misure che, pur consentendo la modernizzazione dei servizi, non compromettano il fragile tessuto della città antica, nel suo virtuoso rapporto con la periferia e la collina circostanti. Ciò comporta innanzitutto un piano organico relativo alla mobilità pubblica e privata nel centro storico, già gravemente messo a rischio non solo nei suoi monumenti maggiori, ma anche nel tessuto vivo che lo costituisce e gli dà forma. L’auspicabile alleggerimento del traffico pesante, pubblico e privato, non potrà che partire da una revisione del percorso del Civis, attualmente previsto nelle strade a più alta concentrazione monumentale, e dunque più fragili, e da un progetto di pedonalizzazione delle aree più rappresentative di Bologna.

Ciò indurrà a ripensare in termini più confacenti alle reali necessità della mobilità pubblica l’intero sistema di trasporti, che attualmente insiste, congestionandole a dismisura, su alcune strade storiche. Il problema della mobilità privata non potrà essere risolto che confermando e potenziando i sistemi di sbarramento già in essere (Sirio), così da scoraggiare un uso del centro storico gravemente improprio.
In questo quadro andrà favorito altresì il ricorso a mezzi di trasporto alternativi, quali la bicicletta, allo stato attuale reso di fatto pericoloso e dunque poco praticabile. Si tratta di interventi che hanno costi irrisori rispetto ad altri interventi infrastrutturali, ma che potrebbero portare un gran beneficio in termini di riduzione di traffico e inquinamento. Da anni i ciclisti urbani chiedono alcuni semplici provvedimenti come l'interconnessione dei vari spezzoni di piste oggi presenti o l'installazione di dispositivi che facciano rispettare i limite dei 30 km/h ove previsto, ad esempio in tutto il centro storico, per permettere la coesistenza di bici e traffico motorizzato.
Un problema che ormai sta diventando irrimandabile è quello che riguarda la consegna delle merci, in particolare dentro la cerchia del Mille. Va strutturata e regolamentata con orari precisi e utilizzando mezzi elettrici.

Misure adeguate andranno adottate in relazione al decoro urbano; e in quest’ottica andranno accolte le indicazioni proposte dall’Ufficio Centro Storico che il Commissario Cancellieri ha meritoriamente riattivato.
In tema di rifiuti, un problema finora non affrontato in modo coerente, andrà opportunamente potenziata la raccolta differenziata, attivando la raccolta porta-a-porta, a partire dalle aree più idonee (anche quelle di maggiore concentrazione monumentale). Infatti è solo così che si potrà superare nel giro di un anno la soglia del 40% di materiali differenziati, per arrivare poi alle quote obiettivo necessarie per evitare il ricorso a nuove discariche e per ridurre i materiali da incenerire nel termovalorizzatore.
La città che si affaccia al terzo millennio non potrà che ripensare le fonti del proprio approvvigionamento energetico, anche per adempiere agli obbiettivi che l’appartenenza all’Europa ci pone.

Ai danni alla salute prodotti dall’inquinamento indotto dal traffico si assommano quelli dell’inquinamento acustico, un problema particolarmente avvertito in prossimità dell’Aeroporto Marconi in seguito all’aumento dei voli.
E’ fondamentale che la nuova amministrazione della città di Bologna tenga in massimo conto il fatto che essa va considerata quale Bene Comune e garantisca quindi innanzitutto gli Interessi Collettivi prima di quelli privati. Su questa via, lungi dal dare attuazione immediata ai piani di costruzione preesistenti deve come provvedimento immediato attuare una moratoria generalizzata sulle nuove urbanizzazioni, avviando al contempo uno stretto confronto con cittadini ed Associazioni che porti ad uno sviluppo armonico e sostenibile in sintonia con la città stessa ed il suo paesaggio.

A tal fine occorre cessare il malcostume delle “deroghe” ai piani regolatori che tanto utilizzo ha avuto fino ad oggi e che costantemente ha demolito la pianificazione esistente.
Occorre peraltro operare per il recupero delle periferie degradate e dare la priorità alla ristrutturazione dell’edilizia esistente e sovente lasciata “morire” privilegiando invece la costruzione del nuovo e quindi della speculazione parassitaria.
Irrinunciabile è un tavolo di confronto permanente, convocato con cadenza periodica, per verificare e valutare, insieme alla società civile ed alle Associazioni, lo stato di avanzamento del programma presentato dal Sindaco, le novità, le difficoltà e i problemi.

Confidiamo che una fase nuova possa nascere e che chi si appresta ad amministrare Bologna lo possa fare con serenità ed onestà, nella certezza dell’apporto positivo delle Associazioni scriventi e di tutti i Cittadini.


LEGAMBIENTE Bologna
Il presidente Claudio Dellucca

ITALIA NOSTRA Bologna
Il presidente Daniele Benati

WWF Bologna Metropolitana
Il presidente Franco Candi

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Legambiente Bologna

Uno x tutti. 5 per mille

Dalla prossima dichiarazione dei redditi puoi destinare il 5 per mille dell'Irpef al mondo del no-profit e del volontariato. Un modo in più per sostenere il circolo Legambiente di Bologna. Senza spese, basta indicare il codice fiscale 92040170372 Con questa scelta potrai contribuire a finanziare le attività del circolo, te ne ricordiamo alcune:

  • progetti di monitoraggio e ricerca indipendente sulla qualità dell’aria a Bologna
  • organizzazione di dibattiti e incontri informativi sulle tematiche ambientali che riguardano la nostra città
  • promozione di manifestazioni di sensibilizzazione (e quando è il caso di protesta) per una migliore qualità dell’aria, una mobilità sostenibile, per una città a misura di bambini e per una gestione dei rifiuti ecologicamente sostenibile
  • accoglienza dei bambini bielorussi che ancora soffrono delle conseguenze dell’incidente di Chernobyl

Il tuo contributo servirà inoltre a mantenere attiva la nostra sede in porta Galliera, che in questi anni è stata un importante punto di riferimento e di supporto per i cittadini, singoli o organizzati, che si battono per un ambiente migliore.

Come puoi immaginare tutto ciò ha dei costi. Per questo anche il tuo contributo è così importante, tanto più che a te non costerà nulla, tutto ciò che ti chiediamo è una firma. Il 5 per mille dell'imposta sul reddito, introdotto in via sperimentale dalla Legge Finanziaria, dà infatti la possibilità al singolo cittadino di scegliere di sostenere il mondo delle attività sociali senza fini di lucro (dal volontariato alla ricerca sociale).

È un meccanismo simile all'8 per mille ma non lo va a sostituire, infatti si può decidere di destinare entrambe le quote.Non c'è nessuna imposta in più da pagare, basta solo esprimere il proprio diritto a destinare in maniera diretta il proprio 5 per mille alle associazioni non lucrative.

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Un gesto simbolico a costo zero che si traduce in un aiuto concreto per un'associazione che fa della cittadinanza attiva la propria bandiera.

Per destinare a Legambiente Bologna il tuo 5 per mille basta firmare nel riquadro dedicato alle associazioni e nello specifico in quello "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" e indicare il codice Fiscale di Legambiente Bologna che è il seguente:

92040170372

Anche coloro che non sono tenuti a presentare il 730 o l'Unico 2006 Persone Fisiche possono destinare il 5 per mille delle proprie tasse a Legambiente Bologna. Nel Cud 2006 che riceveranno dalla propria azienda è prevista, infatti, una scheda aggiuntiva per la scelta della destinazione del 5 per mille dell'Irpef. La scheda dovrà essere firmata nel riquadro che riguarda le associazione e nel rigo sottostante dovrà essere indicato il codice fiscale di Legambiente Bologna. Infine, dovrà essere firmata anche la dichiarazione posta in fondo alla stessa scheda.

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La scheda così compilata va presentata entro lo stesso termine della dichiarazione dei redditi:

  • in busta chiusa in banca o alle poste; la busta deve recare l'indicazione "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF", il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente;
  • al commercialista, al proprio CAF o a chiunque sia abilitato   

 

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