Legambiente Bologna

Domande ai candidati alle amministrative 2014 in provincia di bologna: le risposte del candidato sindaco di Anzola Giampiero Veronesi

1. Premessa

Lei, candidato Sindaco di Anzola è a conoscenza che la Provincia in cui risiede il Suo comune:

  • preleva acqua accumulata in milioni di anni nel sottosuolo, e che queste riserve d'acqua calano mediamente ogni anno dal 1976, con un deficit idrico attualmente stimato in circa 8 milioni di metri cubi/anno
    Ne siamo tristemente consapevoli, la prima cosa da fare è obbligare Hera a tener fede agli accordi fatti e agli investimenti da fare per minimizzare le perdite degli acquedotti di Bologna e provincia. Il gestore deve metterci mano ed investire anche a scapito dei dividendi!  Nei RUE sarà necessario prevedere su tutte le riqualificazioni importanti misure per la realizzazione di vasche di raccolta delle acque piovane. Va inoltre diffusa una differente cultura del consumo di acqua. E’ un bene di tutti troppo prezioso per sprecarlo!
  • sperimenta da decine di anni un rialzo tendenziale delle temperature massime di circa 0,45 C° ogni 10 anni e la temperatura è prevista sempre in aumento nel futuro in cui, a causa del progressivo aumento della temperatura, ci sarà sempre più bisogno d'acqua mentre si prevede  una contenuta rarefazione delle precipitazioni ed una loro concentrazione in alcuni periodi dell'anno 
  • si trova in una delle regioni con l'aria più inquinata d'Europa, in cui la concentrazione di polveri sottili, ed altri inquinanti supera per molti giorni all'anno il limite legale in cui  la concentrazione gas serra è stimata in aumento di circa del 21% dal 1990 al 2006 mentre dovrebbe diminuire del 20% entro il 2020

Non solo ne sono consapevole, ma il programma che ho presentato agli elettori (e che allego) fa della sostenibilità e della tutela delle nostre risorse naturali un punto centrale. Dalla riduzione del consumo di suolo, al risparmio energetico, dalla promozione dell'agricoltura locale alla mobilità sostenibile, dal Paes (recentemente approvato) all'indicazione che elettromagnetismo e sicurezza idrogeologica dovranno essere punti prioritari della nostra azione.

2. Consumo di suolo

Il suolo naturale svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza.

In Emilia Romagna abbiamo convertito suolo naturale al ritmo di 8 ettari al giorno per 40 anni, in gran parte ricoprendo suolo verde con superfici impermeabili che ne impediscono le funzioni naturali.

Lei come si pone rispetto alle proposte di:

  1. rivedere e ridurre le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale  del Suo Comune.
  2. adottare, in allegato al Piano Strutturale un documento, come richiesto dall’art.2 della L.R. 20/2000 che recita: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” e che è disatteso in quasi tutti gli strumenti urbanistici vigenti e ne pregiudica la legittimità.
  3. Verificare tutte le previsioni dei Piani Operativi Comunali a quanto prescritto dal suddetto Art. 2 della L.R. 20/2000.
  4. non autorizzare nuove costruzioni o infrastrutture su suolo verde se prima non sono state scartate, per valide ragioni, le alternative di riutilizzo / riqualificazione di superfici costruite o infrastrutture, che il suo Comune si impegna a censire.

Uno dei primi provvedimenti che adotteremo sarà una variante al PSC per retrocedere a destinazione agricola un'area inserita come edificabile nello strumento pianificatorio. Si tratta dell'area più vasta prevista dalla pianificazione vigente - prossima al parco città campagna ed alle aree della tenuta Orsi Mangelli e dell'ex polveriera - alla quale rinunciamo per orientare decisamente le politiche urbanistiche verso la riqualificazione ed il recupero delle aree dismesse e la rigenerazione del costruito esistente, sia ai fini dell'efficienza energetica sia della sicurezza attiva e passiva, oltre che per rispondere alla domanda abitativa.

Si tratta di un impegno ambizioso e gravoso per un Comune che trae le sue risorse per investimenti dalla crescita delrurbanizzato, ma crediamo fermamente che vada prodotta un’inversione di tendenza.

3. Mobilità

La grande maggioranza  degli spostamenti in Provincia è effettuata utilizzando l'auto, con conseguente traffico ed inquinamento che per circa un terzo è imputabile al settore dei trasporti su gomma. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  • pianificare la costruzione di nuove abitazioni solo in prossimità  delle fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) o ben servite dal trasporto pubblico locale
  • evitare la proliferazione  di nuclei abitati nel territorio in zone prive di servizi, che costringono i residenti a continui spostamenti in automobile e i Comuni a più costose forniture di servizi essenziali.
  • (se pertinente alla sua realtà) non autorizzare la costruzione del Passante Autostradale Nord sul territorio del Suo Comune.

Il nostro comune è situato lungo una delle direttrici del servizio ferroviario metropolitano e confina con il capoluogo, Bologna, ma potrebbe essere servito meglio sia dal trasporto su ferro che da quello su gomma.

Nella frazione di Lavino non sono previste fermate dei treni regionali che fermano invece ad Anzola e Ponte Samoggia e siamo fermamente intenzionati a richiedere un
potenziamento del servizio in tal senso.

A differenza di aitri Comuni confinanti con il capoluogo - San Lazzaro e Casalecchio - il nostro territorio non è compreso nella zona tariffa urbana se non per una minima parte, anche su questo punto abbiamo esplicitamente indicato l'apertura di un fronte vertenziale nei confronti di Tper per migliorare le condizioni dell'offerta del servizio (elemento indispensabile per far crescere la domanda).

Il nostro comune è sede di un grande numero di industrie ed è quotidianamente interessato da un grande numero di spostamenti con origine o destinazione nel nostro
territorio. Un migliore servizio e una migliore integrazione tra le diverse opportunità di mobilità pubblica, compreso lo studio di linee locali a servizio delle zone industriali o delle frazioni servite scarsamente, un potenziamento delle piste ciclabili a partire dalla realizzazione di quella tra Anzola e Ponte Samoggiia, l'avvio del pedibus nelle scuole, la creazione di zone a velocità limitata e di sicurezza per i pedoni nelle vie ancora sprovviste di marciapiedi, la chiusura nei fine settimana della piazza del centro, sono altrettante proposte che vogliamo realizzare, iniziando dalla stesura del nuovo Piano della mobilità che costruiremo con percorsi partecipati.

4. Acqua

L'acqua è una risorsa essenziale  cui stiamo  attingendo oltre le nostre possibilità come dimostra il deficit idrico  che si registra ogni anno nelle falde acquifere in Provincia. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  • non consentire in nessun caso l'edificazione in zone di ricarica della falda
  • sensibilizzare i suoi concittadini con concrete campagne di comunicazioni sulla necessità di un uso razionale e parsimonioso delle risorsa.

La possibilità di costruzione nelle zone di ricarica della falda è già inibita dall'attuale pianificazione ed è comunque nostro impegno, coerentemente con quanto sopra
affermato, porre attenzione ad ufiapplicazione rigorosa e sostenibile delle previsioni urbanistiche, provvedendo anche ad adottare tutte le modifiche che si rendessero
necessarie per raggiunger e tale obiettivo.

La recente installazione del distributore di "acqua del sindaco" nel capoluogo, ed il crescente numero di utilizzatori, dimostrano che c'è già un alto livello di sensibilità da parte dei cittadini. Siamo un comune con un alto numero di aziende agricole ed altre attività produttive che consumano notevoli quantità di acqua e quindi l'attenzione ad un suo uso razionale e parsimonioso è nel nostro dna. Nonostante questo è nostra intenzione continuare con le campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini ed in particolare alle scuole, con le quali le attività di educazione ai consumi, educazione alimentare ed educazione ambientale sono prassi consolidate di collaborazione virtuosa tra Comune ed istituzione scolastica.

5. Rifiuti

Nella nostra Provincia i livelli complessivi di raccolta differenziata, pur con situazioni di eccellenza, non si possono ancora considerare adeguati rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge.

Quali impegni si sente di assumere rispetto a:

  • puntare in tempi certi all'obiettivo legale minimo del 65% di raccolta differenziata
  • organizzazione di controlli rigorosi contro eventuali abusi nello smaltimento dei rifiuti da parte di privati ed operatori economici nel Suo Comune.

Il comune ha completato recentemente la riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti con l'introduzione del porta a porta, con l'obiettivo di raggiungere gli obiettivi che la legge fissa entro il 2016. Questo rappresenta, però, solo l'inizio di un percorso che si prefigge due obiettivi: il primo continuare nella valutazione dell'organizzazione del servizio per massimizzare il rendimento e ridurre i disagi per i cittadini e garantire la sostenibilità del modello sia dal punto di vista delle risorse necessarie - e conseguentemente della sostenibilità delle tariffe da parte delle famiglie e delle imprese - sia dal punto di vista della possibilità di migliorare gli standard di raccolta e la qualità del materiale raccolto ai fini non solo di una riduzione dei rifiuti conferiti in discarica o alI'incenerimento in prima istanza, ma soprattutto di un reale recupero di materie e risorse riutilizzabili.

Il secondo obiettivo è quello di rendere tale riorganizzazione produttrice di reali risparmi per le famiglie, con l'obiettivo di arrivare ad una tariffa puntuale per ogni utente che corrisponda alla reale quantità dei rifiuti prodotti ed alla virtuosità dei propri comportamenti.

Per rendere possibile questo obiettivo, sia in termini di equità economica sia di strumento di sensibilizzazione e radicamento degli orientamenti alla sostenibilità, il sistema della misurazione dei rifiuti prodotti dovrà puntare anche al rigore dei controlli ed all'applicazione delle sanzioni previste.

6. Energia

Diversi comuni stanno assumendo precisi impegni nell’ambito dei PAES per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso il risparmio energetico e l’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Quali impegni si sente di assumere in rapporto:

  • alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Suo Comune
  • incentivare la diffusione delle fonti rinnovabili, previa una costante e attenta valutazione dell’impatto degli impianti
  • agevolare gli interventi dell’imprenditoria locale per intervenire sulla riqualificazione degli edifici privati.
  • a prendere posizione contro la costruzione da parte di Hera della centrale elettrica a carbone di Saline Ioniche, che dovrebbe alimentare la nostra Regione, a scapito della qualità ambientale e della vita di una lontana area del territorio nazionale.

Come già illustrato nelle risposte ai punti precedenti, il Comune ha recentemente approvato il Paes che fissa obiettivi precisi ed ambiziosi. Se il coinvolgimento dei privati è fondamentale per ii raggiungimento degli obiettivi quantitativi e qualitativi fissati, altrettanto sarà importante che il Comune compia scelte precise e immediate a partire dai propri edifici per dimostrare che gli obiettivi del Paes sono reali e realizzabili.

Dai punto di vista programmatico ci poniamo gli obiettivi di:

  1. Trasformare l'impianto della pubbiica illuminazione con l'installazione di corpi illuminanti a Ied e l'uso degli impianti per la costituzione di una rete Wi-fi a libero
    accesso.
  2. Avviare un piano di trasformazione e qualificazione degli impianti termici degli edifici comunali per realizzare risparmi energetici ed economici.
  3. Ampliare la superficie di fotovoltaico installata, anche con la promozione di comunità solari, a partire dalle zone industriali, per tenere insieme la massimizzazione del risparmio energetico e dei risultato, con la minimizzazione dei costi di impianto e mantenimento.
  4. Il potenziamento negli strumenti urbanistici delle regole e degli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, con l'obiettivo di usare questa leva
    anche a sostegno e complemento della scelta di ridurre il consumo di suolo.

Scarica il programma

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Domande ai candidati alle amministrative 2014 in provincia di bologna: le risposte del candidato sindaco di Anzola Gabriele Gallerani

1. Consumo di suolo

Il suolo naturale svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza. In Emilia Romagna abbiamo convertito suolo naturale al ritmo di 8 ettari al giorno per 40 anni, in gran parte ricoprendo suolo verde con superfici impermeabili che ne impediscono le funzioni naturali.

Lei come si pone rispetto alle proposte di:

  1. rivedere e ridurre le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale del Suo Comune.
  2. adottare, in allegato al Piano Strutturale un documento, come richiesto dall’arti.2 della L.R. 20/2000 che recita: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” e che è disatteso in quasi tutti gli strumenti urbanistici vigenti e ne pregiudica la legittimità.
  3. verificare tutte le previsioni dei Piani Operativi Comunali a quanto prescritto dal suddetto Art. 2 della L.R. 20/2000.
  4. non autorizzare nuove costruzioni o infrastrutture su suolo verde se prima non sono state scartate, per valide ragioni, le alternative di riutilizzo/riqualificazione di superfici costruite o infrastrutture, che il suo Comune si impegna a censire. 

Adozione del Piano-casa per il recupero vecchie abitazioni, scartato e applicato in misura limitatissima dal nostro Comune per mere questioni politiche. Rivedere il PSC nel suo complesso per ridurre sensibilmente le aree di possibile espansione residenziale, il POC non lo abbiamo ancora né discusso, né approvato.

2. Mobilità

La grande maggioranza degli spostamenti in Provincia è effettuata utilizzando l'auto, con conseguente traffico ed inquinamento che per circa un terzo è imputabile al settore dei trasporti su gomma. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. pianificare la costruzione di nuove abitazioni solo in prossimità delle fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) o ben servite dal trasporto pubblico locale
  2. evitare la proliferazione di nuclei abitati nel territorio in zone prive di servizi, che costringono i residenti a continui spostamenti in automobile e i Comuni a più costose forniture di servizi essenziali.
  3. (se pertinente alla sua realtà) non autorizzare la costruzione del Passante Autostradale Nord sul territorio del Suo Comune. 

Le nuove normative regionali dispongono già che il PSC preveda l’espansione residenziale nelle zone già servite dai principali servizi pubblici. Quindi, ci si deve attenere a questo orientamento, che non è tassativo ma preponderante. Il Passante Nord non interessa il territorio del nostro Comune, ma ritengo sia sovradimensionato e devastante per i territori dove passa. Non a caso molti Comuni lo hanno osteggiato fin dall’inizio.

3. Acqua

L'acqua è una risorsa essenziale cui stiamo attingendo oltre le nostre possibilità come dimostra il deficit idrico che si registra ogni anno nelle falde acquifere in Provincia. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. non consentire in nessun caso l'edificazione in zone di ricarica della falda
  2. sensibilizzare i suoi concittadini con concrete campagne di comunicazioni sulla necessità di un uso razionale e parsimonioso delle risorsa.

Su questo argomento è stata fatta molta disinformazione ad uso strettamente politico. Occorre affrontare l’argomento con maggiore serenità e “scaricarlo” del valore politico-partitico che ha avuto specialmente in occasione del recente referendum. I primi che invece di spiegare agli altri come risparmiare acqua facendone un uso oculato, dovrebbero loro per primi mettere in opera quanto propongono, sono quegli ipocriti dei Comuni e di HERA.

4. Rifiuti

Nella nostra Provincia i livelli complessivi di raccolta differenziata, pur con situazioni di eccellenza, non si possono ancora considerare adeguati rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge.

Quali impegni si sente di assumere rispetto a:

  1. puntare in tempi certi all'obiettivo legale minimo del 65% di raccolta differenziata 
  2. organizzazione di controlli rigorosi contro eventuali abusi nello smaltimento dei rifiuti da parte di privati ed operatori economici nel Suo Comune.

Per ottenere un buon risultato dalla raccolta differenziata bisogna operare con meno speditezza (in pratica non imponendo tempi non compatibili con il reale apprendimento da parte dell’utenza) e fare maggiore controlli e – soprattutto – maggiore informazione. Inoltre, se i risparmi che la raccolta porta-porta comporta per il gestore (ad Anzola GEOVEST) non si riflettono in qualche modo sulle bollette che pagano gli utenti, non si capisce perché l’utente dovrebbe sforzarsi tanto per dividere correttamente i rifiuti. Sempre ad Anzola, ogni volta che Comune e GEOVEST hanno allargato le aree comunali in cui applicare il porta-porta hanno – puntualmente – aumentato contemporaneamente le tariffe della raccolta (da un aumento medio del 3,5% ad un aumento medio del 1,5%). A vostro parere, è un modo corretto di operare?

5. Energia

Diversi comuni stanno assumendo precisi impegni nell’ambito dei PAES per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso il risparmio energetico e l’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Quali impegni si sente di assumere in rapporto:

  1. alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Suo Comune 
  2. incentivare la diffusione delle fonti rinnovabili, previa una costante e attenta valutazione dell’impatto degli impianti 
  3. agevolare gli interventi dell’imprenditoria locale per intervenire sulla riqualificazione degli edifici privati.
  4. a prendere posizione contro la costruzione da parte di Hera della centrale elettrica a carbone di Saline Ioniche, che dovrebbe alimentare la nostra Regione, a scapito della qualità ambientale e della vita di una lontana area del territorio nazionale.

La riqualificazione energetica delle vecchie abitazioni va incentivata, come l’installazione dei pannelli solari, altrimenti nessuno la intraprende perché l’investimento non è compatibile con i possibili risparmi. È evidente che la produzione di energia con fonti rinnovabili va incentivata con attenzione, ma se l’alternativa al petrolio sono le pale eoliche non sono d’accordo L’impatto visivo ambientale è terrificante. Per quanto riguarda il fotovoltaico sarebbe utile che fosse collocato – obbligatoriamente – sui tetti di tutte le nuove costruzioni, residenziali e produttive. Le centrali a biomasse o a residui lignei vanno bene, ma vanno opportunamente regolamentate e controllate (specialmente i fumi) tramite norme comunali o nazionali, o inserite nei PEC. 

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Domande ai candidati alle amministrative 2014 in provincia di bologna: le risposte del candidato sindaco di Granarolo dell'Emilia Carlo Trenti

1. Premessa

È a conoscenza che la Provincia in cui risiede il Suo comune:

      • preleva acqua accumulata in milioni di anni nel sottosuolo, e che queste riserve d'acqua calano mediamente ogni anno dal 1976, con un deficit idrico attualmente stimato in circa 8 milioni di  metri cubi/anno
      • sperimenta da decine di anni un rialzo tendenziale delle temperature massime di circa 0,45 C ogni 10 anni e la temperatura è prevista sempre in aumento nel futuro in cui, a causa del progressivo aumento della temperatura, ci sarà sempre più bisogno d'acqua mentre si prevede  una contenuta rarefazione delle precipitazioni ed una loro concentrazione in alcuni periodi dell'anno
      • si trova in una delle regioni con l'aria più inquinata d'Europa, in cui la concentrazione di polveri sottili, ed altri inquinanti supera per molti giorni all'anno il limite legale
      • in cui  la concentrazione gas serra stimata in aumento di circa del 21% dal 1990 al 2006 mentre dovrebbe diminuire del 20% entro il 2020

Proprio la consapevolezza di dover fare qualcosa per migliorare la situazione nel territorio Provinciale, per contribuire nel limite delle competenze di un “futuro” Sindaco ho accettato questa sfida elettorale. 

Ogni cittadino può/potrebbe fare qualcosa per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo, un politico impegnato a mio avviso lo dovrebbe sentire come un proprio dovere, non solo Istituzionale. 

2. Consumo di suolo

Il suolo naturale svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza. In Emilia Romagna abbiamo convertito suolo naturale al ritmo di 8 ettari al giorno per 40 anni, in gran parte ricoprendo suolo verde con superfici impermeabili che ne impediscono le funzioni naturali.

Lei come si pone rispetto alle proposte di:

      1. rivedere e ridurre le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale del Suo Comune.
      2. adottare, in allegato al Piano Strutturale un documento, come richiesto dall’arti.2 della L.R. 20/2000 che recita: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” e che è disatteso in quasi tutti gli strumenti urbanistici vigenti e ne pregiudica la legittimità.
      3. verificare tutte le previsioni dei Piani Operativi Comunali a quanto prescritto dal suddetto Art. 2 della L.R. 20/2000.
      4. non autorizzare nuove costruzioni o infrastrutture su suolo verde se prima non sono state scartate, per valide ragioni, le alternative di riutilizzo / riqualificazione di superfici costruite o infrastrutture, che il suo Comune si impegna a censire. 

Nel Comune di Granarolo, la Giunta di Sinistra, ha trascinato dai vecchi PRG, rilevanti volumi edificatori a cui ha aggiunto oltre 1.000 nuovi appartamenti, arrivando a prevedere nel periodo di validità dello stesso PSC un sostanziale raddoppio della popolazione. 

A questi volumi, di per se ingiustificati, l’Amministrazione uscente ha provveduto con accordi vari ( art.18, H11, accordi di programma) a concedere altre importanti volumetrie, al di fuori ed in aggiunta agli stessi strumenti urbanistici già approvati. Una situazione che pone Granarolo ai vertici Provinciali (negativi) 

dell’espansione urbanistica, testimonianza ne sono le continue corti coloniche che nascono in mezzo alla campagna, una vera piaga che sta creando non pochi problemi agli agricoltori nello svolgere il loro lavoro, ma successivamente anche per chi vi andrà ad abitare. 

A Granarolo è in atto una vera speculazione edilizia che non ha eguali, la pianificazione territoriale è fuori controllo e certamente mi impegnerò a ridurre questi volumi, purtroppo già sottoscritti, cercando accordi con gli interessati tesi a rivedere al ribasso tali interventi. 

L’ Obiettivo concreto sarà puntare al consumo di territorio zero, incentivare la riqualificazione dell’esistente, realizzare un censimento e recupero delle aree dismesse. 

3. Mobilità

La grande maggioranza degli spostamenti in Provincia è effettuata utilizzando l'auto, con conseguente traffico ed inquinamento che per circa un terzo è imputabile al settore dei trasporti su gomma. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

      1. pianificare la costruzione di nuove abitazioni solo in prossimità delle fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) o ben servite dal trasporto pubblico locale
      2. evitare la proliferazione di nuclei abitati nel territorio in zone prive di servizi, che costringono i residenti a continui spostamenti in automobile e i Comuni a più costose forniture di servizi essenziali.
      3. (se pertinente alla sua realtà) non autorizzare la costruzione del Passante Autostradale Nord sul territorio del Suo Comune. 

Vista la pesante situazione di cui sopra il primo impegno sarà cercare di portare questi “volumi” in aree concentrate, prossime al capoluogo, per evitare la dispersione urbanistica su suolo agricolo vergine concessa dagli accordi in deroga. Case che nascono in mezzo alla campagna, senza possibilità di servizi pubblici e con l’utilizzo indispensabile del mezzo privato e relativo inquinamento. 

Un No secco al passante nord, infrastruttura che andrebbe ulteriormente a gravare su di un territorio, il nostro, già devastato. Non ci sono le condizioni tecniche per la sua realizzazione e se eletto interverrò a livello di pianificazione urbanistica mettendo in discussione il corridoio concesso per il Passante, inserito nel PSC.

Sono indispensabili le opere viarie minori, in programma da decenni, per agevolare i collegamenti est-ovest nella cintura di Bologna troppo urbanizzata. Il mio Comune è carente privo di servizio ferroviario metropolitano oggi deve affrontare i tagli del servizio (già al limite) da parte di Tper. 

4. Acqua

L'acqua è una risorsa essenziale cui stiamo attingendo oltre le nostre possibilità come dimostra il deficit idrico che si registra ogni anno nelle falde acquifere in Provincia. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

      1. non consentire in nessun caso l'edificazione in zone di ricarica della falda
      2. sensibilizzare i suoi concittadini con concrete campagne di comunicazioni sulla necessità di un uso razionale e parsimonioso delle risorsa.

Una risorsa strategica, l’oro dei prossimi decenni. Durante il mandato cercherò di coinvolgere i cittadini in incontri e riunioni specifiche per richiamare l’utilizzo parsimonioso di questa risorsa. Promuovere campagne di controllo al consumo e suggerimenti tecnici di facile installazione per evitare sprechi. 

5. Rifiuti

Nella nostra Provincia i livelli complessivi di raccolta differenziata, pur con situazioni di eccellenza, non si possono ancora considerare adeguati rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge.

Quali impegni si sente di assumere rispetto a:

      1. puntare in tempi certi all'obiettivo legale minimo del 65% di raccolta differenziata 
      2. organizzazione di controlli rigorosi contro eventuali abusi nello smaltimento dei rifiuti da parte di privati ed operatori economici nel Suo Comune.

Il nostro Comune è pesantemente coinvolto dalla presenza del Termovalorizzatore del Frullo, recentemente potenziato. I termovalorizzatori rappresentano una politica dei rifiuti superata, e anche senza parlare di inquinamento ( non producono ossigeno) consumano continuamente territorio per le discariche controllate, almeno un 30% rimane incombusto e necessità di nuovi terreni dove depositare, una discarica dietro l’altra. Sono per la raccolta differenziata totale ma in modo intelligente, senza un porta a porta che angosci i cittadini e non produca risparmi nei costi. 

Un modello diverso, con l’obiettivo di cui sopra, senza avere Hera che detta la linea, ma coinvolgere i cittadini e proporre soluzioni condivise, per questo motivo si deve rivedere la raccolta porta porta, attualmente in uso in fase sperimentale sulla frazione di Viadagola prima di estendere il servizio su tutto il territorio comunale. 

Riguardo la presenza dell'amianto sul territorio, ho ritenuto opportuno inserire un capitolo dedicato, nel quale mi propongo di dar vita ad un censimento e successiva programmazione dello smaltimento dell'amianto presente in tanti stabili produttivi, molti dei quali abbandonati, incentivando mediante sgravi fiscali, tutti coloro che si adoperano per il loro riutilizzo. 

6. Energia

Diversi comuni stanno assumendo precisi impegni nell’ambito dei PAES per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso il risparmio energetico e l’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Quali impegni si sente di assumere in rapporto:

      1. alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Suo Comune 
      2. incentivare la diffusione delle fonti rinnovabili, previa una costante e attenta valutazione dell’impatto degli impianti 
      3. agevolare gli interventi dell’imprenditoria locale per intervenire sulla riqualificazione degli edifici privati.
      4. a prendere posizione contro la costruzione da parte di Hera della centrale elettrica a carbone di Saline Ioniche, che dovrebbe alimentare la nostra Regione, a scapito della qualità ambientale e della vita di una lontana area del territorio nazionale.

Favorevole alle iniziative ed agli impegni previsti nel PAES, ma per quanto mi riguarda, dando priorità alla concentrazione delle nuove urbanizzazioni per ridurre l’utilizzo dell’auto privata ed i servizi trasporti scolastici. 

Fonti rinnovabili ma senza spreco di territorio, impianti sui tetti di case fabbriche ed edifici agricoli. 

Grande attenzione per la concessione di impianti a biomasse, che stanno devastando i Comuni limitrofi e creando situazioni di grande disagio alla cittadinanza. 

Scuole ed edifici comunali progressivamente riqualificati con adeguati impianti. 

No all’utilizzo del carbone, le esperienze negative in tal senso sono rintracciabili da tutti, il fatto di ipotizzare una centrale al sud non ci esime da un pronunciamento contrario. 

Affinché le risposte date, possano trovare attuazione, ritengo doveroso perseguire un'azione politica coraggiosa e coerente, così come fatto fino adesso. 

Su questi temi così importanti, quale la tutela dell'ambiente, la riduzione del consumo di suolo, la salvaguardia dell'agricoltura, che nonostante tutti i problemi che condizionano il comparto, dai costi produttivi record ai danni del maltempo sulle campagne, riesce a svolgere una funzione "anticiclica" e a garantire, in assoluta controtendenza rispetto all'andamento generale, produttività e occupazione, per quanto mi riguarda, ritengo doveroso perseguire un'azione politica coraggiosa e coerente, così come fatto nel corso di questi cinque anni, esprimendo il mio NO: alla normativa H11, Passante Nord, Centro Sportivo BFC e alla nuova Piscina al Frullo (sotto il Termovalorizzatore).

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Domande ai candidati alle amministrative 2014 in provincia di bologna: le risposte del candidato sindaco di San Pietro in Casale Renato Rizz

1. Consumo di suolo

Il suolo naturale svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza. In Emilia Romagna abbiamo convertito suolo naturale al ritmo di 8 ettari al giorno per 40 anni, in gran parte ricoprendo suolo verde con superfici impermeabili che ne impediscono le funzioni naturali.

Lei come si pone rispetto alle proposte di:

  1. rivedere e ridurre le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale del Suo Comune.
  2. adottare, in allegato al Piano Strutturale un documento, come richiesto dall’arti.2 della L.R. 20/2000 che recita: “prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” e che è disatteso in quasi tutti gli strumenti urbanistici vigenti e ne pregiudica la legittimità.
  3. verificare tutte le previsioni dei Piani Operativi Comunali a quanto prescritto dal suddetto Art. 2 della L.R. 20/2000.
  4. non autorizzare nuove costruzioni o infrastrutture su suolo verde se prima non sono state scartate, per valide ragioni, le alternative di riutilizzo / riqualificazione di superfici costruite o infrastrutture, che il suo Comune si impegna a censire. 

La nostra lista nasce anche per contrastare in modo forte il consumo del territorio. Proprio il primo punto del capitolo dell’urbanistica recita così: ZERO utilizzo di nuovo territorio per qualsiasi costruzione.

Questa è la condizione essenziale per cominciare a considerare il territorio e l’ambiente come un bene finito che deve essere protetto. Il nostro territorio è fragile, è sfruttato in modo innaturale ed è soggetto ad interessi di tipo speculativo. Questo comporta un consumo che genera disordine, pericolo e inquinamento a danno dei cittadini, delle attività economiche e delle iniziative sociali.

Noi vogliamo un NUOVO e DIVERSO PSC, un NUOVO e DIVERSO RUE che abbia come obiettivo principale la RIQUALIFICAZIONE. Non solo degli edifici abbandonati, ma anche delle case d’abitazione, dei capannoni non utilizzati, eccetera.

Una riqualificazione del centro urbano con l’attenzione che si deve a tutti gli aspetti della sostenibilità: adeguamento energetico e funzionale, risparmio nei consumi elettrici ed idrici, eccetera.

Crediamo che la riqualificazione sia anche la corretta risposta alla crisi del settore in quanto può e deve essere volano per il rilancio dell’edilizia e delle attività connesse.

Ci poniamo un obiettivo: creare le condizione per lo SVILUPPO. Vogliamo creare un ambiente mirato alla GREEN ECONOMY con parchi e cinture verdi, che possa autonomamente produrre lavoro e che possa attirare investimenti. Investimenti equivale a OCCUPAZIONE, occupazione è sinonimo di LAVORO. Sostenere la Green Economy e il progetto che abbiamo definito Metrobosco, significa creare lavoro.

Ecco perché per noi parlare solo di stop al consumo di territorio è riduttivo, ma riteniamo che ogni proposta, ogni azione volta a bloccare l’utilizzo di nuovo territorio sia strumento indispensabile per una corretta gestione del territorio, non solo del nostro Comune ma del territorio in generale.

2. Mobilità

La grande maggioranza degli spostamenti in Provincia è effettuata utilizzando l'auto, con conseguente traffico ed inquinamento che per circa un terzo è imputabile al settore dei trasporti su gomma. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. pianificare la costruzione di nuove abitazioni solo in prossimità delle fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) o ben servite dal trasporto pubblico locale
  2. evitare la proliferazione di nuclei abitati nel territorio in zone prive di servizi, che costringono i residenti a continui spostamenti in automobile e i Comuni a più costose forniture di servizi essenziali.
  3. (se pertinente alla sua realtà) non autorizzare la costruzione del Passante Autostradale Nord sul territorio del Suo Comune. 

Anche in questo caso il nostro programma vuole dare una risposta reale dando centralità totale alla ferrovia e in special modo al SFM, di cui San Pietro in Casale è l’ultima fermata sulla linea Bologna-Ferrara. Intendiamo sostenere la completa attuazione del servizio in quanto crediamo che l’utilizzo della ferrovia, dei mezzi pubblici nella loro totalità sia la risposta ai problemi di questi ultimi anni di mobilità. Siamo assolutamente contrari al Passante Autostradale Nord come siamo contrari al raddoppio della SP5 “Galliera”. Investire in nuove strade oltre a modificare l’aspetto morfologico del territorio rendendolo sempre più fragile, non significa dare una soluzione ma solo spostare più avanti nel tempo i problemi di adesso. Come ora risulta piena la provinciale, così domani ne risulteranno piene due.

Sicuramente nel rispetto di quanto indicato nel punto del consumo del territorio, crediamo comunque che sia giusto avere centri abitati il più vicino possibile alle fermate del SFM o alle linee di trasporto pubblico. Questo non vuol dire svuotare i centri privi di linee ma bensì collegare con servizi pubblici la totalità dei centri urbani.

3. Acqua

L'acqua è una risorsa essenziale cui stiamo attingendo oltre le nostre possibilità come dimostra il deficit idrico che si registra ogni anno nelle falde acquifere in Provincia. 

Quali impegni può assumere rispetto a:

  1. non consentire in nessun caso l'edificazione in zone di ricarica della falda
  2. sensibilizzare i suoi concittadini con concrete campagne di comunicazioni sulla necessità di un uso razionale e parsimonioso delle risorsa.

L’Acqua è un Bene Comune, dobbiamo ripensare ai modelli di gestione della risorsa acqua.

Anche in questo caso torniamo alla risposta iniziale, dicendo no al consumo del territorio, viene di conseguenza che intendiamo salvaguardare le zone di ricarica delle falde.

Vogliamo ripensare i contesti edilizi mettendo al centro l’efficienza nell’uso delle risorse idriche.

Vanno fatte campagne d’informazione e di sensibilizzazione verso la cittadinanza per aiutarla ad un uso corretto dell’acqua. Ad esempio è una follia che un terzo dell’acqua potabile sia utilizzato per gli scarichi dei bagni.

Ma va approfondito anche il tema della qualità dell'acqua ponendo attenzione alle condizioni dei corsi d'acqua che attraversano il territorio – nel caso del mio Comune: Navile, Canale Riolo - che negli ultimi anni hanno registrato, soprattutto in determinati e ripetuti periodi dell'anno, fenomeni preoccupanti di moria di pesci. E’ urgente sia un monitoraggio continuo della qualità dell’acqua da parte degli organi competenti che un impegno vero e concreto di tutte le Amministrazioni, a monte e a valle dei corsi d’acqua, per trovare le dovute e definitive soluzioni al problema.

4. Rifiuti

Nella nostra Provincia i livelli complessivi di raccolta differenziata, pur con situazioni di eccellenza, non si possono ancora considerare adeguati rispetto agli obiettivi stabiliti dalla legge.

Quali impegni si sente di assumere rispetto a:

  1. puntare in tempi certi all'obiettivo legale minimo del 65% di raccolta differenziata 
  2. organizzazione di controlli rigorosi contro eventuali abusi nello smaltimento dei rifiuti da parte di privati ed operatori economici nel Suo Comune.

Il nostro Comune, San Pietro in Casale, ha intrapreso la modalità della raccolta rifiuti mediante il Porta a Porta. Sicuramente l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata può e deve essere raggiunto, ma noi ci poniamo un risultato ben più ambizioso: ZERO RIFIUTI.

Per molti può essere considerata Utopia, per noi no. Il Comune deve intraprendere e sostenere le iniziative per l’obiettivo ZERO RIFIUTI, sostenere il RI-USO e la RIPARAZIONE, raccogliere i beni che le persone, le famiglie o le ditte non vogliono più e ridar loro vita attraverso un semplice processo di raccolta, di riparazione e di vendita. Doniamo quello che non serve più per una buona causa. Mettiamo on-line quello che non serve più ma che ha ancora una funzionalità, sul sito del comune o in qualche altro sito locale con questi obiettivi. Organizziamo quello che nei paesi anglosassoni è ben noto da sempre: un certo giorno della settimana o del mese o del trimestre, si possono mettere in strada gli oggetti voluminosi che si vogliono smaltire. Chi è interessato può caricare quello che serve e portarselo a casa. Alla fine della giornata il mezzo di raccolta passa e porta allo smaltimento tutto quello che è rimasto.

Al termine di tutto questo: controllo e punizione degli abusi. Dobbiamo far pagare chi non aiuta la conservazione dell’ambiente. Perciò, nel pieno rispetto della legge, vanno sicuramente effettuati controlli sulle attività commerciali ma specialmente sui privati in quanto i primi nella quasi totalità dei casi risultano già controllati mentre per i secondi purtroppo capita di vedere comportamenti scorretti e illegali che però sono di difficile accertamento.

5. Energia

Diversi comuni stanno assumendo precisi impegni nell’ambito dei PAES per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, attraverso il risparmio energetico e l’incentivazione delle fonti rinnovabili.

Quali impegni si sente di assumere in rapporto:

  1. alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio del Suo Comune 
  2. incentivare la diffusione delle fonti rinnovabili, previa una costante e attenta valutazione dell’impatto degli impianti 
  3. agevolare gli interventi dell’imprenditoria locale per intervenire sulla riqualificazione degli edifici privati.
  4. a prendere posizione contro la costruzione da parte di Hera della centrale elettrica a carbone di Saline Ioniche, che dovrebbe alimentare la nostra Regione, a scapito della qualità ambientale e della vita di una lontana area del territorio nazionale.

Ancora più attenzione nel prossimo mandato va dato al Risparmio Energetico attraverso l'utilizzo delle fonti rinnovabili. Pur con machiavellici progetti misti privato/pubblico il Comune di San Pietro in Casale si è dotato di numerosi impianti fotovoltaici utilizzando i tetti della quasi totalità del proprio patrimonio edilizio, dobbiamo però evidenziare negativamente l’abbattimento di decine e decine di alberi per dare piena funzionalità a una parte degli impianti. Sicuramente è necessario completare nel più breve tempo possibile tali investimenti continuando anche la sostituzione di tutta l’illuminazione pubblica con utilizzo di lampade a LED. Crediamo che le esperienze della Comunità Solare Locale che stanno vivendo alcuni Comuni della Provincia, debba essere presa assolutamente in considerazione.

Nel nostro territorio abbiamo però una grossa criticità: le Centrali a Biomasse. 

Seppur considerate Energie Rinnovabili dalle attuali normative, noi ne contestiamo il proliferare indiscriminato, dovuto più a fini speculativi che energetici.

Nel nostro Comune sono state autorizzate quattro Centrali, nessun’altra deve essere autorizzata, né direttamente dall’Amministrazione Comunale né da altri Enti preposti. Non possiamo renderci complici di una devastazione ambientale del territorio con tutti i problemi causati principalmente dalle emissioni nauseabonde, dall’inquinamento nelle emissioni e di sicurezza stradale dovuti al’aumento del traffico pensante.

Così come siamo contrari alle centrali biomasse, così siamo contrari alla centrale a carbone di Saline Joniche. Pur avendo una partecipazione azionaria in HERA, molto ridotta, il mio Comune dovrà prendere una posizione forte e decisa contro la costruzione di tale centrale.

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Tavola rotonda "Vado al... minimo"

Giovedì 15 maggio, ore 18.30
Sala studio di via Petroni 13/b, Bologna

Legambiente Bologna, assieme a Bologna Pedonale, Il giardino del Guasto, L'Altra Babele e Y.A.P Youth Action for Peace Italia vi invitano alla

Tavola rotonda "Vado al... minimo", l'estensione e la qualificazione delle zone 30 per una città più vivibile

Intervenono:

  • Matteo Dondè, Architetto urbanista
  • Alberto Fiorillo, Responsabile Aree Urbane di Legambiente
  • Andrea Colombo, Assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Bologna

Modera: Paola Forte, Bologna Pedonale

Con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna


Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Consumo di territorio, Passante Nord, Infrastrutture

Martedì 13 maggio 2014 ore 20,45 – 23,30
Centro Civico di Funo, P.zza della Resistenza n.1 (vicino stazione SFM ), Funo

Il comitato di cittadini che propone l'alternativa al Passante Nord e Legambiente Bologna invitano cittadini, amministratori pubblici,  associazioni produttive e associazioni ambientaliste alla assemblea pubblica:

Consumo di territorio, Passante Nord, Infrastrutture: perché questi temi, centrali e prioritari, non trovano in questi giorni un approfondimento adeguato?

Interventi

  • Gianni Galli, Presidente del Comitato: Apertura dei lavori - ore 20,45-21,00
  • Fulvio Lelli,  Direttivo Legambiente Bologna: Consumo di Suolo in Provincia di Bologna  e prospettive future - ore 21,00–21,20
  • Gianni Galli, presidente del Comitato: Passante Nord in campagna elettorale, facciamo il punto, ore 21,20-21,45
  • Andrea Tolomelli, Sindaco di Argelato: Riflessioni, prospettive ed impegni su questi temi di enorme rilevanza ed impatto per il futuro - ore 21,45-22,10

Apertura del dibattito, interventi del pubblico (Tempo massimo per intervento 6 minuti) - Ore 22,10- 23,15

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Hera esca dal carbone a Saline Joniche

questo link si può leggere il comunicato-invito sulla manifestazione-incontro organizzata da diverse associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente) che si svolgerà il 5 aprile dalle 9.30 nella sede della Provincia contro le politiche energetiche di Hera riguardanti in particolare l'utilizzo delle centrali a carbone.

Come Legambiente Bologna saremo presenti.

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Rifiuti urbani e laboratorio sui forni solari, torna "Stare insieme fa bene all'ambiente"

Il nostro ciclo di incontri "Stare bene insieme fa bene all'ambiente" prosegue con due iniziative dedicate ai temi del recupero e del riutilizzo di risorse e materiali, quindi pienamente nel nostro campo d'intervento.

Conduttori delle serate, previste per il 4 e 14 aprile, saranno i nostri amici dell'associazione Tambaba,con la quale abbiamo già allacciato ottimi rapporti di collaborazione in passato.  Le serate avranno anche carattere di laboratorio. Leggete attentamente il volantino allegato e vediamo di essere in un buon numero.

Scarica il volantino

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

I giardini di Bologna: dalle azioni quotidiane alla quotidianità della gestione

Legambiente e GEV Bologna, da tempo impegnate sul versante dell’educazione ambientale, della pulizia e della cura di aree, hanno dato vita ad un progetto per favorire forme di cittadinanza attiva in grado di concorrere alla salvaguardia e alla valorizzazione di beni comuni e di portare alla crescita di comportamenti virtuosi come praticare una corretta raccolta differenziata.

Il progetto riguarda due giardini pubblici della città e chi abita vicino:

  • Il giardino Salvatore Pincherle in Via delle Casse
  • Il giardino Cimabue tra le vie Cimabue, Baracca e Bainsizza

Lo scopo è stimolare l'adozione da parte dei cittadini di queste aree, in modo da renderle quanto più possibile pulite, decorose e meglio fruibili. 

L’obiettivo è quindi quello di attivare azioni di monitoraggio, cura e responsabilità verso questi giardini che vedano impegnate anzitutto le persone che abitano nelle vicinanze, primi potenziali fruitori delle aree verdi. 

Il progetto intende promuovere, in collaborazione con i residenti di qualunque età, momenti di confronto, azioni per la pulizia della superficie a verde, della superficie calpestabile e per la manutenzione degli arredi.

Il progetto prevede una serie di incontri che saranno anche l’occasione per informarsi sui rifiuti e su come separarli correttamente, anche in relazione all'avvio della raccolta porta a porta nel centro storico, per contribuire alla crescita dei livelli di raccolta differenziata nella nostra città,  ancora troppo bassi.

Scarica il depliant del percorso relativo al giardino Pincherle

Scarica il depliant del percorso relativo al giardino Cimabue

Leggi tutto

chiudi

Legambiente Bologna

Pubblicato il “Libro bianco della mobilità pedonale a Bologna 2013”

Legambiente Bologna ha presentato oggi nel corso di una conferenza stampa la seconda edizione del Libro bianco dei pedoni a distanza di 4 anni dalla pubblicazione del 1° Dossier.

“L’idea di riproporlo – ha detto Claudio Dellucca, presidente del circolo -  è nata in occasione della Settimana europea sulla mobilità sostenibile, allo scopo di individuare quanto nella nostra città remi contro gli spostamenti pedonali, in un contesto che ha visto adottare da due anni a questa parte misure senz’altro molto apprezzabili, come quella dei T-days nel centro storico e l’estensione delle zone 30 ad alcuni ambiti di periferia”.

La novità della piccola ricerca sviluppata nel corso dell’autunno è consistita nel rapporto che si è tentato di attivare con i cittadini nelle vesti di pedoni, sollecitandoli a rendersi protagonisti di rilevamenti e segnalazioni.

“Pur riconoscendo un limite nella quantità delle segnalazioni – ha affermato Luca Maccaferri, curatore della pubblicazione - il tentativo attuato ha dato i suoi frutti: nel fascicolo sono infatti raccolte semplici ma eloquenti documentazioni di una serie rappresentativa di criticità per la circolazione dei pedoni a Bologna”.

Il repertorio è vario e propone situazioni anche simili per tipologia a quelle rilevate nella scorsa edizione, dai marciapiedi sconnessi agli attraversamenti pedonali poco visibili, dai percorsi “ad ostacoli” ai tratti del tutto promiscui con le biciclette: tanti diffusi punti deboli  sui quali Legambiente chiama l’amministrazione ad interventi più puntuali ed organici.

Nel libro abbiamo posto anche l’attenzione sulla zona S.Ruffillo, dove la carenza di percorsi connessi e protetti non consente a pedoni e ciclisti di disporre di valide alternative ai pericoli e al rumore di via Toscana.

“La soluzione di queste problematiche e la realizzazione di altre opere di sgravio al nodo di Rastignano – ha denunciato Callisto Valmori, motore di un’associazione con sede nei pressi del Molino Parisio –  sono purtroppo soggette ad annosi ritardi, nonostante le non ingenti previsioni di costo”.

Nel dossier si mettono pertanto a disposizione dati statistici, espositivi e fotografici con l’intento di contribuire a migliorare le condizioni di mobilità anzitutto pedonale per tutti i residenti e i frequentatori anche di passaggio nella nostra città.

Proprio per questo Legambiente Bologna si è battuta in questi anni, insieme ad altre associazioni, per una maggiore vivibilità degli spazi urbani, perché siano sempre più  sgravati dal traffico,  e quindi dai picchi di smog e di rumore, per la possibilità di compiere percorsi più sicuri, come quelli dei pedibus nei tragitti casa-scuola, per favorire spostamenti sulle due ruote non inquinanti, veramente competitivi  rispetto all’uso dei veicoli a motore, lungo tracciati riservati e tra loro collegati.

Legambiente chiede quindi all’amministrazione locale di perseguire con maggiore determinazione i passaggi previsti nel progetto Di nuovo in centro,  estendendo e qualificando le zone pedonalizzate e ad alta pedonalità,  di realizzare altre zone 30 in periferia, di migliorare e collegare tra loro i  percorsi ciclopedonali esistenti nella città.

Il libro bianco è scaricabile dalla sezione documenti di questo sito.

Leggi tutto

chiudi