Legambiente Bologna

Gruppo di acquisto bici elettriche

Al via il primo gruppo di acquisto Bici Elettriche: l'unione fa la bici!

Aperte le adesioni in tutta l’Emilia-Romagna, con vantaggi speciali su Bologna.

Stanchi di andare a lavoro in macchina o motorino, spendendo cifre da capogiro in benzina ma non avete voglia di arrivare affannati in ufficio? Niente paura, abbiamo la soluzione! In collaborazione con VeloLove e www.viviconstile.org, abbiamo organizzato il GAME (Gruppo di Acquisto Mobilità Elettrica), un gruppo di acquisto diretto proprio a coloro che vogliono lasciare a casa l’auto e il motorino per recarsi a scuola o al lavoro in bici elettrica.

Il GAME, in Italia, è il primo gruppo di acquisto di bici a pedalata assistita, promosso da più città sul territorio nazionale, con la formula prodotto+servizio.

Il progetto è diretto soprattutto a chi va al lavoro o a scuola compiendo tragitti entro i 10 km ogni giorno e in maniera ripetitiva. I pendolari, insomma, sono la principale categoria che beneficerebbe della bici elettrica, sia in termini di risparmio economico che di salute. La possibilità di andare in bici almeno un paio di giorni a settimana, in media, farebbe risparmiare loro circa 2/300 euro all’anno per quanto riguarda la benzina e le spese di mantenimento dell’automobile. Rispetto all’utilizzo giornaliero di uno scooter, il risparmio è ancora più significativo: considerando una media di 10 km al giorno per un totale di 2200 km annuali, un’e-bike farebbe risparmiare circa 550 euro l’anno. Senza contare il miglioramento della forma fisica e il conseguente risparmio sull’iscrizione in palestra!

L’uso quotidiano della bici contribuirebbe a tenere sotto controllo anche l’inquinamento, con riduzioni ben evidenti: si calcola che una bici che mediamente copre una distanza di 2400 km ogni anno, emetta 5g di CO2/km per essere prodotta e mantenuta. Se tutta la popolazione europea utilizzasse la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani, avremmo un taglio di emissioni compreso tra 62 e 139 tonnellate, cioè tra il 5 e il 12% dell’obiettivo Ue 2020.

Abbiamo inviato alle aziende italiane produttrici un bando per trovare l’offerta tecnicamente più valida ed economicamente più vantaggiosa per due tipi di prodotti, tra loro alternativi: una ruota che trasforma in poche mosse la bici “convenzionale” in una a pedalata assistita, oppure una bici a pedalata assistita completa di tutto. In questo modo, i cittadini aderenti possono decidere cosa sia meglio per loro.

L’obiettivo in termini di sconto sarebbe quello di ottenere una riduzione tra il 10% e il 20% rispetto al prezzo di listino, con un ulteriore vantaggio per i residenti di Bologna: questi, infatti, potranno accedere ad un servizio di assistenza della durata di un anno, presso un rivenditore cittadino convenzionato.

Il G.A.M.E è, infine, anche un innovativo esperimento di partecipazione: seppure selezionate sulla base di un capitolato tecnico molto selettivo, le bici ed i modelli proposti verranno vagliati da una giuria composta dai tecnici delle associazioni proponenti e dai cittadini aderenti, i quali avranno la parola finale sulla scelta dell’azienda e del prodotto che diverranno partner ufficiali di GAME.

Tutto il processo di scelta si concluderà entro metà luglio e il gruppo rimarrà aperto per sei mesi alle adesioni dei cittadini.

Per iscriversi basta compilare il form di registrazione ai gruppi di acquisto, specificando nello spazio dedicato alle NOTE, la o le preferenze per le tecnologie proposte: bici elettrica o kit ruota elettrica!

L’iscrizione è gratuita ed assolutamente non impegnativa. Si potrà valutare in seguito alla proposta, se procedere con l’acquisto.

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Servizio Civile a Legambiente, aperto il bando 2016

Sei un giovane tra i 18 ed i 28 anni?

Vuoi dedicare un anno della tua vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore di coesione sociale?

Il 30 maggio è stato aperto il bando per la selezione di 21.359 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile in Italia e all’estero. La scadenza per presentare le domande è il 30 giugno 2016 alle ore 14:00 LA SCADENZA E' PROROGATA ALL'8 LUGLIO ALLE ORE 14:00
Se sei interessato alle tematiche ambientali, e vuoi partecipare attivamente alla protezione dell’ambiente all’interno della più diffusa associazione ambientalista in Italia, puoi presentare domanda per uno dei 2 posti messi a bando presso la sede di Legambiente a Bologna.
Il servizio civile volontario garantisce una forte valenza educativa e formativa, una importante e spesso unica occasione di crescita personale, una opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale, ambientale, culturale ed economico del nostro Paese.
Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio civile volontario, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura opportunità di lavoro, nel contempo assicura una sia pur minima autonomia economica.

Per tutte le informazioni sul bando di servizio civile puoi contattare:

Legambiente Emilia Romagna
Piazza XX settembre, 7
40121 Bologna
Tel: 051 241324
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Di seguito puoi leggere il progetto di servizio civile, e scaricare la modulistica per inviare la tua candidatura.

Bando nazionale di Servizio Civile 2016 (SCARICA)
Il nostro progetto di servizio civile: Azioni sostenibili per salvare il pianeta  (SCARICA)
La modulistica per partecipare alle selezioni – Allegati 2 e 3 (SCARICA)

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:
1) con Posta Elettronica Certificata (PEC), di cui è titolare l’interessato, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. E’ fondamentale allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;
2) a mezzo “raccomandata A/R” o consegnate a mano all’indirizzo: 
ARCI SERVIZIO CIVILE BOLOGNA – VIA EMILIO ZAGO, 2 – 40128 BOLOGNA

IMPORTANTE:
LA DOMANDA (ALLEGATI 2 E 3) VA COMPILATA CORRETTAMENTE, FIRMATA ED INVIATA IN ORIGINALE ALLA SEDE DI ARCI SERVIZIO CIVILE BOLOGNA – VIA EMILIO ZAGO, 2 – 40128 BOLOGNA
ALLA DOMANDA VA ALLEGATO: LA FOTOCOPIA DI UN DOCUMENTO NON SCADUTO, LA FOTOCOPIA DEL TESSERINO DEL CODICE FISCALE O DELLA TESSERA SANITARIA E IL PROPRIO CURRICULUM.

LA DOMANDA DEVE PERVENIRE ALLA SEDE DI BOLOGNA TASSATIVAMENTE ENTRO LE ORE 14:00 DEL GIORNO 30 GIUGNO 2016 (PROROGA ALL'8 LUGLIO 2016). NON FA FEDE IL TIMBRO POSTALE, MA L’EFFETTIVO ARRIVO.

I colloqui di selezione si terranno a Bologna, presso la nostra sede di Piazza XX Settembre 7,  nella giornata del 12 luglio. I selezionati riceveranno una comunicazione specifica sull'appuntamento.

Hai altre domande? Prova a cercare le risposte nella Guida Rapida sul Servizio Civile! SCARICA QUI

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Biciclettata del Lungonavile, domenica 12 giugno

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Mobilità e Passante di Mezzo: non torniamo al passato

Le nostre richieste ai candidati: a luglio un vero confronto su più possibilità progettuali, garanzie di finanziamento sul trasporto pubblico, migliorare la vivibilità delle zone fronte tangenziale.

Riguardo la situazione della mobilità bolognese, abbiamo apprezzato l’importante ripensamento, dopo quasi vent’anni di ostinata perseveranza, compiuto sul progetto del Passante Nord. Un risultato per cui l’Associazione si è battuta a lungo assieme a comitati e buona parte della cittadinanza.

Se risulta cruciale mantenere le risorse economiche su Bologna al fine di risolvere le criticità del nodo metropolitano, non ha convinto tuttavia l’ennesimo accordo, scaturito ad aprile, che prospetta la destinazione delle risorse nazionali, non ad un intervento complessivo sulla mobilità, agendo su strada, trasporto pubblico e ciclabilità, ma per un’ipotesi di progetto imperniato sulla sola gomma. Questo nonostante il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, da poco presentato dalla Città Metropolitana, si prefigga di spostare ingenti flussi da auto ad altre forme di mobilità, sia per riuscire a centrare gli obiettivi di riduzione di CO2 fissati a Parigi sia per la diminuzione degli inquinanti locali.

Giudichiamo sbagliato il percorso di vertice, governo-amministratori locali, senza il coinvolgimento preliminare dei cittadini e delle istanze di governo locale, Consiglio comunale e Consigli di Quartiere. E’ vero che dopo la presentazione del progetto preliminare è stato promesso un percorso partecipato, tuttavia con soli quattro mesi a disposizione (con luglio ed agosto nel mezzo) l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una soluzione già blindata.

Per tali motivi chiediamo ai candidati sindaci di Bologna di impegnarsi di fronte alla città su alcuni punti cruciali per mobilità ed in generale per la vivibilità e l’ambiente:

  • che dopo le elezioni non arrivi ai tavoli di confronto un progetto preconfezionato su cui fare solo aggiustamenti, ma che venga presentato un vero ventaglio di proposte, con valutazione dei flussi di traffico fatte su ipotesi alternative, comprendenti la banalizzazione, e gli effetti di un vero potenziamento del trasporto pubblico. Solo con questi dati di scenario la città potrà fare una scelta consapevole che evidenzi i costi ed i benefici
  • ci siano fin da subito garanzie sulle risorse destinate alla mobilità sostenibile. In mancanza di un pacchetto di risorse adeguate per la mobilità sostenibile, chiediamo un impegno ad agire sulle tariffe dell’autostrada introducendo una quota di sovrapedaggio da destinare alle infrastrutture del trasporto pubblico
  • che i tempi di decisione sulla tangenziale non siano ridotti di fatto a pochi mesi ma siano adeguati e permettano un confronto articolato in tutte le sedi locali
  • che comunque l’intervento finale sulla tangenziale riduca significativamente i disagi delle aree attigue già oggi critiche, anziché aumentarle. In tal senso riteniamo sia percorribile pensare ad un vero interramento di tratti dell’asse tangenziale – autostrada nelle aree con residenze maggiormente prossime ad esso, oltreché alle previste opere compensative sul verde e alle barriere fonoassorbenti

Vi è la necessità di sviluppare, ora e per l’intera area bolognese, un confronto ampio e documentato che si misuri con le criticità del traffico, coniugando i tempi di vita con la salute dei cittadini e mettendo in campo un complesso di soluzioni. Queste soluzioni vanno anzitutto ricercate nel trasporto su rotaia per passeggeri e anche per merci, su cui orientare le risorse finanziarie dei prossimi anni.

Su questo terreno, occorre ricordare che nel tempo sono stati invece fortemente depotenziati alcuni accordi istituzionali in grado di far compiere quel salto di qualità al SFM, tale da ridurre considerevolmente (70.000 su 150.000) gli spostamenti quotidiani in auto, attraverso corse ad intervalli di 15’ negli orari di punta, fermate e stazioni portate a regime, raccordi funzionali bus-treno, dotazioni di convogli ecocompatibili e confortevoli, collegamenti passanti all’interno della stazione centrale di Bologna tra le diverse linee.

Chiediamo che le scelte di intervento che si andranno ad adottare siano in grado di risolvere i problemi di mobilità presenti e previsti, costituendo una risposta concreta, nel breve e nel lungo periodo alla congestione e all’inquinamento su vasta scala. Non riteniamo che il solo intervento stradale, possa rispondente a questi requisiti.

Nel confermare la nostra disponibilità al confronto, che contiamo veda la partecipazione attiva dei cittadini, chiediamo ai candidati sindaco alla Città di Bologna e Metropolitana di assumersi l’impegno a misurarsi con il complesso di problematiche legate alla mobilità, senza seguire scorciatoie decisionali ed avendo anche il coraggio politico di rinunciare alla logica delle grandi infrastrutture auto-stradali.

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Legambiente - Manifestazione STOP TTIP Roma 7 maggio

 

Cari soci e cari amici

 Legambiente è da tempo impegnata, insieme a molte altre organizzazioni, nella campagna italiana STOP TTIP (ricordiamo a questo proposito la manifestazione del 18 aprile dello scorso anno)

 Il TTIP è un accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea che, se approvato, metterebbe in serio pericolo la sovranità e la sicurezza alimentare, le tutele ambientali, sociali e sanitarie dei cittadini europei e statunitensi, a vantaggio dell'aumento di potere e profitti delle grandi multinazionali.

Contro questo trattato, i cui contenuti precisi vengono mantenuti sotto silenzio, Il 7 maggio ci sarà una grande manifestazione a Roma a ‎Piazza del popolo, con un corteo e stand di piccoli produttori agricoli, di tante associazioni e musica fino alle 20! Appuntamento di Legambiente alle 14.30 a Piazza del Popolo.

Vi invitiamo quindi tutti a partecipare, per far sentire la nostra opposizione di ambientalisti e di cittadini.

Da Bologna partiranno uno o più pullman (a seconda delle adesioni, che speriamo numerose): chi fosse interessato\a ci contatti al più presto, in modo da comunicarlo alla CGIL, che si occupa dell'organizzazione del trasporto. Per prenotare telefonate quindi al più presto al n° 334 533 4997.

Per ulteriori informazioni sul TTIP potete consultare il sito https://stop-ttip-italia.net/.

Con  i nostri saluti.

Vi aspettiamo il 7 maggio!

 

Claudio Dellucca -Ilde Castellari - Legambiente Bologna  

 

 

 

 

 

 

 

 

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17 aprile 2016, referendum contro le trivelle. Noi scommettiamo su tutti i cittadini che si mobiliteranno per il voto.

 

 

 

Mettere a rischio il sistema economico basato su turismo costiero e bellezze naturali, sarebbe una decisione scellerata per la nostra regione.

La nostra regione ha ad oggi 47 concessioni attive per piattaforme e pozzi sottomarini per l’estrazione di gas ubicati entro le 12 miglia dalla costa, per un totale di 150 pozzi attivi. Pozzi che producono il 50% del gas estratto in mare sull’intero territorio nazionale, ma le cui riserve totali non basterebbero a coprire il fabbisogno nazionale di gas nemmeno per un anno.

Un’attività, quella dell’estrazione entro le 12 miglia dalla costa, che oltre a non essere utile per l’indipendenza energetica del paese, mette a serio rischio l’intero sistema costiero essendo la principale causa antropica della subsidenza. Per 7,5 milioni di euro di Royalties, pari allo 0,5 % del bilancio annuale della nostra Regione, si sta affossando il sistema economico basato sul turismo costiero, per non parlare del pericolo di danni ad ecosistemi fragili e unici come il Delta del Po.

Le fonti fossili sono causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Noi vogliamo che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Una strada che è urgente intraprendere in Emilia-Romagna, una delle aree più inquinate d’Europa.

SCOPRI TUTTO QUELLO CHE AVRESTI SEMPRE VOLUTO SAPERE, MA NON HAI MAI OSATO CHIEDERE SUL REFERENDUM: SCARICA QUI IL VADEMECUM

AIUTACI A DIFFONDERE L’INFORMAZIONE, SCARICA I MATERIALI COMUNICATIVI DEL COMITATO:

Appello VOTA SI’ per fermare le Trivelle – Scarica QUI

Logo Comitato Ferma Le Trivelle – Scarica QUI

Volantini informativi “Ferma le Trivelle” – Scarica QUI

 

 

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Punto e a capo sul Passante, priorità a scelte eco-sostenibili nell’area metropolitana

CIRCOLI DELL'AREA METROPOLITANA BOLOGNESE

 Sabato 5 marzo – ore 9.30

Centro Civico Quartiere Porto

Via dello Scalo 21

Intervengono:

  • Alberto Fiorillo - responsabile nazionale mobilità Legambiente
  • Marco De Mitri - esperto in mobilità urbana e trasporti
  • Paolo Serra - editorialista in materia di trasporti locali
  • Luciano Forlani - già docente di Chimica Industriale Unibo
  • Irene Priolo, consigliera delegata alle Infrastrutture, mobilità e viabilità
  • della Città Metropolitana, sindaco di Calderara di Reno
  • Andrea Colombo, assessore alla mobilità del Comune di Bologna

 

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M’illumino di Meno: proiezione gratuita “Bikes VS Cars”

Locandina illumino di meno

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Importante convegno: Portare le merci in treno – 18 febbraio 2016

Portare le merci in treno

 

Giovedì 18 febbraio alle ore 14:00, parleremo di come promuovere il trasporto merci in treno. L’appuntamento è in viale della Fiera, 8 a Bologna, presso la sala C della Terza Torre della Regione Emilia Romagna.

Ridefinire il modo in cui avviene il trasporto delle merci è una delle grandi sfide che l’Italia ha di fronte. Perchè una quota rilevante dei problemi di inquinamento, congestione del traffico e di incidentalità nel nostro Paese dipende dal predominio del trasporto su gomma. Una sfida che ha ricadute economiche importanti, nel momento in cui i Paesi oltralpe stanno puntando fortemente sull’intermodalità e sulla competitività dei propri operatori nazionali. La maggior parte dei traffici merci del Paese, avviene nel nord Italia e qui si concentrano molti dei nodi di questa sfida, dall’attività dei porti, ai nuovi ruoli dei valichi alpini, alla crisi endemica della qualità dell’aria.

 

Cambiare questa situazione è dunque una necessità per tante ragioni e un obiettivo imprescindibile dopo l’accordo sul Clima raggiunto alla Cop21 di Parigi. Il convegno vuole ragionare di scelte e di priorità per modernizzare la logistica e le infrastrutture per il trasporto merci, di quali sono le condizioni economiche e normative necessarie per far crescere il trasporto ferroviario e l’intermodalità in Italia come filiera conveniente e sostenibile negli scambi con l’Europa e i nodi portuali e urbani.

 

Oggi alcune condizioni per definire un futuro diverso per il trasporto merci sembrano esistere: l’introduzione di nuovi incentivi, la riforma della portualita’ e gli interventi previsti da Rfi. Da queste opportunità occorre partire per guardare al futuro del trasporto merci e affrontare i problemi con nuove e piu’ ambiziose politiche nazionali e regionali.

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LOTTA ALLO SMOG: UNA SVOLTA ANCHE A LIVELLO LOCALE PER NON RINCORRERE LE EMERGENZE

 

Mentre a Parigi si è recentemente affrontato il nodo dei cambiamenti climatici, pervenendo ad accordi che possono davvero invertire la china sciagurata imboccata da decenni, le anomalie del clima a livello globale, in Europa e in Italia si sono mostrate in questo mese con particolare evidenza.

Nella gran parte del nostro Paese, dopo mesi caratterizzati da episodi di precipitazioni irregolari e violente,  la siccità, le alte temperature e la persistenza della nebbia sono divenute la costante del mese di dicembre, portando ai massimi livelli la presenza di inquinanti con il superamento dei valori soglia oltre i fatidici 35 giorni all’anno in diverse città.

Il problema smog ha quindi assunto il carattere di emergenza, come e più di altre volte in passato e ora, tardivamente, il governo tenta un raccordo tra le diverse Regioni: non si doveva arrivare a questo punto, si doveva agire ponendo in cima alle priorità il potenziamento  del trasporto pubblico, rinnovando il parco bus  e le dotazioni di convogli ferroviari, l’incentivazione delle forme di mobilità ecocompatibile, l’adeguamento degli impianti di riscaldamento e la riqualificazione energetica degli edifici.

Solo alcuni dati per comprendere quanto si sia colpevolmente fatto molto poco: nel periodo 2012-2014 la legge obiettivo ha destinato il 66% dei finanziamenti a strade e autostrade, il 15% alle metropolitane, il 12% alle ferrovie, il 7% all'alta velocità,  si è continuato a lasciare spazio al trasporto delle merci su gomma, a penalizzare i pendolari.

Veniamo a Bologna e alla sua area metropolitana: anche qui gli sforamenti delle PM 10 hanno superato i limiti e si è sfiorata la striscia delle  8 giornate consecutive nel comune capoluogo.

Per quanto si possano giudicare positivamente i provvedimenti di limitazione del traffico nel centro storico e di promozione dell’uso della bicicletta messi in atto dalla giunta in questi anni,  scelte sbagliate e ritardi (da noi sempre denunciati) sul piano della mobilità nel bolognese e in regione non portano a fare la differenza in un’area che, su vasta scala, risente delle carenze di investimento nel trasporto su ferro e che è ancora sotto la spada di Damocle della realizzazione del passante Nord e di altre grandi infrastrutture autostradali.

Che fare? Pur criticando la logica del ricorso alle soluzioni emergenziali, riteniamo che la grave situazione  determinatasi in questi giorni richieda l’adozione di misure che cerchino di limitare i rischi per la salute e, quindi, anche i blocchi del traffico privato ma solo se adottati in grandi porzioni territoriali; via libera anche  ad incentivi all’uso dei mezzi pubblici, alle ordinanze che portino a limitare i consumi del riscaldamento sia nelle abitazioni sia negli esercizi commerciali, troppo spesso attivi in inverno con le porte aperte.

Ma non  si aspetti la prossima congiuntura  climatica per investire sulla difesa della salute, del territorio e dell’economia: dobbiamo assumere come strategico e salutare per la produzione e per l’occupazione  anche nel bolognese un piano di interventi  strutturali e a medio-breve termine che si misuri fino in fondo  con cambiamenti che sono già in atto e rispetto ai quali ogni ritardo diverrebbe sempre più colpevole.   

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